
Le immagini del giorno dopo mostrano calcinacci, soffitti danneggiati e infiltrazioni d’acqua anche ai piani inferiori. Il rogo ha devastato la copertura dello storico palazzo. Si indaga sulle cause, mentre le opere d’arte vengono trasferite al Museo regionale.


MESSINA – La Procura di Messina ha disposto il sequestro del terzo piano e della parte di tetto rimasta in piedi dopo il devastante incendio che ieri pomeriggio ha colpito la Camera di Commercio di piazza Cavallotti. Un provvedimento che consentirà di preservare i luoghi e svolgere gli accertamenti necessari per ricostruire l’origine del rogo.
Intanto, le immagini di questa mattina mostrano che il bilancio dei danni è ben più esteso rispetto alla porzione dell’edificio direttamente investita dalle fiamme. Anche il primo e il secondo piano presentano danni ai soffitti, calcinacci sparsi negli ambienti e infiltrazioni d’acqua. L’acqua è penetrata fino al piano terra, raggiungendo il prestigioso Salone della Borsa, uno degli ambienti di maggiore valore storico e architettonico del palazzo.Non soltanto il fuoco, dunque. A compromettere le condizioni dello stabile sono anche le conseguenze dei crolli e dell’acqua utilizzata nelle lunghe operazioni di spegnimento. Secondo quanto riferito da Radio Studio Centrale, il cedimento della copertura avrebbe inoltre provocato il danneggiamento di una condotta idrica. Resta da verificare l’effettiva entità delle lesioni ai solai e alle strutture portanti.I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte.
L’ultimo focolaio è stato spento nella mattinata di oggi, venerdì 6 novembre, ma le operazioni di bonifica e messa in sicurezza proseguono con una ventina di operatori. L’edificio rimane inaccessibile, in attesa delle verifiche sull’agibilità dei diversi livelli.Il sequestro disposto dalla magistratura apre la fase degli accertamenti sulle cause dell’incendio. Al momento non esiste una ricostruzione definitiva dell’innesco. Tra le ipotesi circolate nelle prime ore figura quella di un cortocircuito. Sono stati inoltre segnalati lavori di manutenzione agli impianti di climatizzazione nella parte superiore dell’edificio. La presenza dei lavori, tuttavia, non dimostra alcun collegamento con l’origine delle fiamme. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire che cosa sia realmente accaduto.L’incendio, divampato nel primo pomeriggio di giovedì 5 novembre, ha distrutto gran parte della copertura sostenuta da capriate lignee, provocando il crollo di ampie porzioni del tetto. Particolarmente colpita l’ala affacciata su via Giordano Bruno, dove si trovavano anche uffici dell’Irsap, del Consorzio di bonifica e di Confagricoltura. Fortunatamente non si registrano feriti.
C’è poi il problema del patrimonio artistico. I dipinti custoditi nel palazzo sono stati recuperati e trasferiti temporaneamente al Museo regionale di Messina, con il coinvolgimento della Soprintendenza, dei vigili del fuoco e dei vertici camerali.Particolare attenzione è rivolta al Salone della Borsa, restaurato e restituito alla città nel 2024. Uno spazio monumentale caratterizzato da soffitti a cassettoni e apparati decorativi, oggi interessato dalle infiltrazioni. Saranno necessarie verifiche specifiche per accertare eventuali conseguenze sugli elementi architettonici e decorativi.Il palazzo, progettato dall’architetto Camillo Puglisi Allegra e realizzato a partire dal 1926, è uno dei simboli della ricostruzione messinese successiva al terremoto del 1908. Danneggiato anche durante la Seconda guerra mondiale e successivamente sopraelevato, custodisce marmi, mosaici, bronzi e una significativa collezione di arte messinese.Sul fronte delle attività istituzionali si apre intanto il problema della continuità dei servizi.
Il vicepresidente della Camera di Commercio, Alberto Palella, ha confermato l’entità dei danni e l’impossibilità di accedere allo stabile. Anche il presidente degli industriali messinesi, Giuseppe Lupo, ha manifestato preoccupazione per le conseguenze operative. Il Comune avrebbe offerto la disponibilità di alcuni locali per consentire una ripresa provvisoria delle attività.
Una valutazione economica complessiva dei danni non è ancora disponibile. E dovrà comprendere non soltanto la ricostruzione della copertura distrutta, ma anche il ripristino dei piani sottostanti, la verifica degli impianti e la salvaguardia del patrimonio artistico e architettonico.


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