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Caos liste a Messina, Calderone porta il caso firme di “Sud chiama Nord” in Parlamento: mirino su Prefettura e segretaria Carrubba

- 29/09/2026

Il caso delle firme esentate per le liste di “Sud chiama Nord” sbarca a Roma. La complessa vicenda burocratica che sta agitando il clima pre-elettorale messinese in vista delle comunali del 24 e 25 maggio 2026 è approdata in Parlamento attraverso un’interrogazione urgente rivolta ai ministeri dell’Interno e degli Affari Regionali e le Autonomie. A firmare l’atto è Tommaso Calderone, deputato di Futuro Nazionale ed esponente del partito di Vannacci (recentemente smarcatosi da Forza Italia). L’obiettivo dell’iniziativa è fare chiarezza sulla mancata raccolta delle sottoscrizioni, ma soprattutto accendere un faro su presunte ingerenze e omissioni istituzionali.

Al centro del mirino del vicepresidente della Commissione Giustizia ci sono due snodi fondamentali della macchina amministrativa e di controllo: la segretaria generale del Comune di Messina, Rossana Carrubba, e la locale Prefettura.

Il ruolo della segretaria generale è delineato nell’atto ispettivo con contorni severi. Secondo la ricostruzione di Calderone, Rossana Carrubba, pur essendo “estranea alla verifica delle candidature”, si sarebbe “inserita nell’istruttoria sovrapponendosi alle competenze previste dalla legge”. Un’ingerenza che si sarebbe tradotta in note scritte che, denuncia il parlamentare, non sono state pubblicate sui siti istituzionali. Una discontinuità rispetto agli obblighi di trasparenza che ha permesso ai candidati di prendere visione dei documenti soltanto lo scorso 24 aprile, e solo a seguito della presa di posizione pubblica di un candidato sindaco. Per Calderone, si tratta di un “grave vulnus alla par condicio”, le cui conseguenze richiedono ora un’attenta valutazione ministeriale sulle interferenze in un procedimento normativamente riservato alle Commissioni elettorali.

Il secondo, pesante filone dell’interrogazione punta dritto al Palazzo del Governo territoriale. L’atto chiede ispezioni e controlli a carico della Prefettura di Messina, accusata di aver diramato alle Commissioni Elettorali Circondariali (CEC) gli atti di un dirigente regionale (il quale avrebbe avallato l’esenzione per 15 liste agendo senza il coinvolgimento di Direttore Generale e Assessore) “senza la dovuta e necessaria istruttoria di legittimità”.

Ad aggravare il quadro delineato da Calderone ci sarebbe la gestione di un documento chiave: il parere dell’Ufficio legale e legislativo della Regione Sicilia acquisito il 28 aprile 2026. Secondo quanto emerso a mezzo stampa, tale parere sarebbe stato totalmente contrario all’interpretazione derogatoria adottata dai funzionari regionali. Il deputato chiede quindi conto delle ragioni per cui la Prefettura abbia omesso di comunicare questo parere contrario alle CEC e del perché le note non siano mai transitate sui portali governativi.

Regolarità e trasparenza, ricorda l’esponente di Futuro Nazionale, sono i pilastri della legittimità democratica. L’esenzione dalla raccolta firme costituisce un’eccezione che necessita di norme primarie, non potendo essere estesa da semplici atti endoprocedimentali emanati da organi privi di competenza, e il ruolo di garanzia delle Prefetture deve rimanere tassativo.

Le conclusioni dell’atto parlamentare delineano uno scenario di potenziale rischio per la tenuta stessa della competizione elettorale. Calderone denuncia la genesi di “un indebito vantaggio strutturale a favore di una singola forza politica”, in aperto contrasto con i principi costituzionali di eguaglianza e libertà del suffragio. Al Viminale viene formalmente richiesta un’ispezione amministrativa urgente sulla Prefettura di Messina per accertare eventuali responsabilità dirigenziali e ripristinare il perimetro della neutralità istruttoria.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.