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Caos voli ed emergenza Etna, l’asse Roma-Sicilia accelera: «Nuovo scalo ad Agrigento». E intanto riprende quota l’Aeroporto del Mela

- 29/09/2026

L’ennesima paralisi dei cieli siciliani, ostaggio dei capricci dell’Etna, spinge il Governo centrale a prendere una posizione netta sul riassetto del sistema aeroportuale dell’Isola. A dettare la linea è il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini: l’appello lanciato da imprenditori e Lega per un nuovo scalo internazionale ad Agrigento è «condivisibile e di buon senso». Le limitazioni croniche che colpiscono Catania rendono ormai improrogabile la creazione di un polo aeronautico alternativo nella fascia centro-meridionale, per scongiurare il ciclico isolamento del versante orientale.

Un piano da 30 miliardi e l’incognita vulcanica

Il pressing della Lega Sicilia è serrato: servono interventi strutturali, le misure tampone non bastano più. Una posizione che ha trovato sponda immediata nel titolare del Mit. Secondo Salvini, il dicastero è già al lavoro per dare risposte a cittadini e imprese, inserendo la questione aeroportuale in un piano più ampio che conta 30 miliardi di cantieri aperti e finanziati in Sicilia. Un quadro di modernizzazione in cui si incastra anche il Ponte sullo Stretto, citato dal ministro come ulteriore arteria strategica per garantire mobilità sicura e ininterrotta.

L’ipotesi di Agrigento non parte da zero: l’area è già mappata all’interno del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. Un hub internazionale ad Agrigento, oltre a garantire un’alternativa operativa stabile quando la cenere vulcanica blocca le piste etnee, cambierebbe il volto dell’accessibilità turistica ed economica del territorio centro-meridionale, con un potenziale decisivo per l’attrazione di capitali privati.

L’approfondimento: a che punto è l’Aeroporto del Mela

Mentre il dibattito politico e le priorità del Governo si concentrano su Agrigento, la provincia di Messina torna a sognare una propria pista. Archiviate le vecchie bocciature da parte dell’Enac per l’eccessiva vicinanza ad altri scali, il progetto dell’Aeroporto del Mela sta vivendo nel 2026 una nuova e inattesa accelerazione, questa volta a trazione interamente privata.

A febbraio di quest’anno, la società Sciara Holding ha formalizzato l’iter autorizzativo depositando la documentazione per un polo ribattezzato “Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo”, da realizzare nella piana tra Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo. Le cifre dell’operazione sono monstre: 1,2 miliardi di euro stimati per l’infrastruttura (che includerebbe una pista di 4 chilometri per i grandi vettori) e 450 milioni per l’indipendenza energetica tramite impianti fotovoltaici.

La tabella di marcia del gruppo prosegue in modo serrato. Nelle scorse settimane (agosto 2026), l’azienda ha annunciato l’avvio della fase di acquisizione preventiva delle aree necessarie per cantierare l’opera, dichiarando di aver trovato “ottima disponibilità” da parte dei proprietari terrieri coinvolti. Il masterplan allegato non si limita alla pista, ma tratteggia un hub da decine di migliaia di posti di lavoro stimati tra indotto diretto e indiretto, affiancato da un outlet da 210 negozi, hotel a cinque stelle e una nuova compagnia aerea con base nel messinese da lanciare entro la fine dell’anno.

Un quadro idilliaco che deve però scontrarsi con resistenze storiche e perplessità analitiche. Gli esperti del settore e i detrattori del progetto lo definiscono “un’idea ambiziosa ma sbagliata” che si riaffaccia ciclicamente. A pesare sulla reale fattibilità dell’opera ci sono la fragilità idrogeologica della Valle del Mela (un’area già pesantemente antropizzata) e i dubbi sulla reale domanda di mercato intercontinentale per un bacino che dista poche decine di chilometri dallo scalo di Reggio Calabria. Proprio il “Tito Minniti” sullo Stretto, in forte crescita strategica, viene da più parti indicato come la vera, e già esistente, risposta strutturale all’isolamento aereo del messinese.

Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.