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Ance Sicilia chiede la revisione delle nuove norme di attuazione dei Piani paesaggistici

I costruttori edili denunciano il blocco delle iniziative autorizzate e delle opere comunali in tutta la regione, ad eccezione di Palermo.

L’Ance Sicilia (Collegio Regionale Costruttori Edili Siciliani) ha chiesto all’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, di sospendere in autotutela e di rivedere le nuove norme di attuazione, approvate con il decreto assessoriale numero 25 del 10 giugno e pubblicato il 26 giugno scorso. La richiesta arriva in seguito al ritiro del Piano paesaggistico della Provincia di Palermo da parte dello stesso assessore e all'avvio delle consultazioni con i sindaci e le parti sociali per giungere a un testo condiviso. L'associazione chiede di prevedere una norma transitoria a salvaguardia delle autorizzazioni e dei titoli già rilasciati o in istruttoria con pareri ambientali favorevoli, oltre a un confronto tecnico con Ance Sicilia, Anci Sicilia e le rappresentanze delle professioni tecniche. Secondo l’Ance Sicilia, le nuove regole modificano tutti i Piani paesaggistici provinciali — fatta eccezione per quello di Palermo — e attivano norme di salvaguardia su quelli adottati a Catania, Enna e Messina, incidendo anche sui vigenti Piani regolatori generali dei Comuni. Le disposizioni introducono rigidi vincoli sulle aree agricole a tutela 2 e 3, bloccando la possibilità di utilizzarle per opere comunali di interesse collettivo (quali asili, scuole, campi sportivi, parcheggi, cimiteri e aree artigianali), insediamenti produttivi e piccole unità residenziali. Il blocco riguarda piani di lottizzazione con istruttoria conclusa ma non ancora convenzionati, interventi con autorizzazione paesaggistica e parere favorevole della Soprintendenza, permessi di costruire in istruttoria con titolo paesaggistico, investimenti pubblici e privati esitati dalla Commissione tecnico specialistica regionale, opere pubbliche in zona F e terreni acquistati sulla base di certificati di destinazione urbanistica ora smentiti dal decreto. L’associazione chiede quindi il ritiro del decreto assessoriale numero 25 del 10 giugno, i cui principi erano stati inclusi nel Piano paesaggistico della Provincia di Palermo (decreto assessoriale numero 24 del 10 giugno), ritirato preventivamente dall'assessore Scarpinato.