

L’autonomia delle Circoscrizioni a Messina finisce sotto la lente d’ingrandimento, e al centro del dibattito politico cittadino irrompe la direttiva del segretario generale dell’ente. A sollevare il caso è Marcello Scurria, consigliere comunale, che tramite il suo gruppo ha depositato un question time per chiedere chiarimenti urgenti all’amministrazione, preferendo questo strumento alla tradizionale interrogazione per garantire maggiore rapidità.
Il documento, emanato dalla segretaria generale del Comune Rossana Carrubba, impone una riorganizzazione rigorosa sulle comunicazioni dei rappresentanti di quartiere. Secondo le nuove disposizioni, ogni segnalazione proveniente dai consiglieri circoscrizionali non potrà più essere inoltrata direttamente agli uffici tecnici competenti o alla stampa, ma dovrà obbligatoriamente transitare attraverso il presidente di Circoscrizione.
Una procedura che Scurria definisce senza mezzi termini “profondamente sbagliata“, rifiutando la personalizzazione in “direttiva Carrubba” ma contestando duramente il merito dell’atto, che andrebbe a intaccare le prerogative di chi è stato scelto nelle urne. “Non si possono limitare i diritti dei consiglieri”, ha dichiarato Scurria, evidenziando quello che ritiene un vero e proprio cortocircuito politico. Il consigliere fa notare la contraddizione tra le intenzioni della giunta Basile, che con la sua prima delibera del 2026 aveva sbandierato la volontà di conferire maggiore potere e competenze alle municipalità, e questo nuovo atto tecnico che, nei fatti, “limita la libertà e soprattutto la funzione del consigliere di quartiere, che è eletto dai cittadini”.
La direttiva, formalmente concepita per riordinare i flussi di comunicazione interna ed evitare la dispersione delle richieste (“una cosa è organizzare gli uffici“, ammette lo stesso Scurria), si sta traducendo in quello che viene letto come un “entrare a gamba tesa” sulle funzioni democratiche dei rappresentanti territoriali. Il rischio denunciato è che il filtro presidenziale possa rallentare la risoluzione dei problemi quotidiani, limitando l’azione di controllo e denuncia dei singoli consiglieri.
Il gruppo consiliare resta ora in attesa dei tempi di calendarizzazione da parte del presidente Minutoli per poter discutere il question time in aula. L’obiettivo è ottenere una replica chiara dall’amministrazione, chiamata a sciogliere l’apparente contraddizione tra il decentramento politico promesso e l’accentramento burocratico praticato.








