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Sosta selvaggia a Gesso: autobus in trappola e corse a rischio. L’allarme dei lavoratori ATM

- 18/09/2026

A Messina, guidare un autobus di linea può trasformarsi in un vero e proprio percorso a ostacoli. La denuncia arriva direttamente dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell’ATM S.p.A., che hanno acceso i riflettori su una situazione ormai insostenibile lungo il percorso della linea 25, nel villaggio di Gesso.Al centro della polemica c’è Piazza Sant’Antonio Abate. Qui, i conducenti dei mezzi pubblici provenienti sia da Villafranca Tirrena che dal capoluogo peloritano, percorrendo via del Belvedere, si trovano ad affrontare quotidianamente un imbuto di lamiere. Il motivo è legato a un parcheggio “irregolare e incontrollato” di veicoli privati che restringe copiosamente la carreggiata. Questa sosta selvaggia, favorita anche da una segnaletica orizzontale sbiadita, riduce drasticamente lo spazio di manovra, rendendo il transito degli autobus estremamente difficoltoso e, in alcuni casi, del tutto impossibile.In una lettera ufficiale datata 4 settembre 2026 e indirizzata ai vertici aziendali – tra cui il Direttore Generale Pietro Picciolo e il Vice Direttore Armando Bressan – i rappresentanti Giovanni Perrone, Angelo Burrascano e Fabio Caminiti descrivono i problemi di transito come “notevoli ed inaccettabili”. Le fotografie allegate alla documentazione parlano chiaro: i mezzi pesanti dell’ATM si ritrovano incastrati tra le auto, costringendo gli autisti a fermarsi a pochi centimetri dalle vetture parcheggiate proprio sotto i cartelli stradali.A rendere il quadro burocratico più complesso è la natura dell’area: sembrerebbe infatti che la piazza sia di proprietà ecclesiastica. Tuttavia, come precisano puntualmente i rappresentanti per la sicurezza, essendo consentito il pubblico passaggio degli autoveicoli, l’area è soggetta alle norme del Codice della Strada. A conferma di ciò, nella piazza campeggia l’apposita segnaletica verticale che impone il divieto di sosta e di fermata.Il rischio, sottolineano i sindacalisti, è che si arrivi a una vera e propria interruzione del servizio pubblico di linea. Non si tratta solo di garantire la puntualità delle corse, ma di preservare la sicurezza stessa dei lavoratori e l’incolumità pubblica. Per questo motivo, la missiva si chiude con una richiesta di intervento urgente: l’azienda è chiamata ad avviare rapidamente i contatti con la Polizia Municipale, l’Assessore alla viabilità e tutti gli organi competenti per superare definitivamente questa paralisi urbana.