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Mensa scolastica, la gara passa da ATM. Russo a Basile: «Con quale atto e con quale convenienza?»

- 04/09/2026

Il consigliere comunale interroga il sindaco sull’affidamento della procedura per la refezione 2026-2027 alla società dei trasporti. Il nodo non è solo chi bandisce la gara, ma perché una funzione estranea al contratto di servizio di ATM sia stata spostata fuori dal Dipartimento scolastico e con quali garanzie sui controlli.

MESSINA – Dagli autobus alla refezione scolastica. Il passaggio non è banale e, soprattutto, secondo il consigliere comunale Alessandro Russo, merita una spiegazione amministrativa precisa.

A sollevare il caso è la gara europea a procedura aperta per il servizio di refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia, primarie e medie del Comune di Messina per l’anno scolastico 2026-2027. La procedura è stata bandita da ATM S.p.A., società in house del Comune la cui attività ordinaria è legata al trasporto pubblico e alla mobilità urbana.

Da qui l’interrogazione indirizzata da Russo al sindaco Federico Basile. Secondo il consigliere capogruppo PD in Consiglio Comunale il punto non è sostenere che ATM preparerà direttamente i pasti o gestirà materialmente le mense. La questione è perché proprio ATM è stata incaricata di bandire la gara e di assumere un ruolo nella gestione amministrativa di un servizio che non rientrerebbe, secondo Russo, né nelle attività “core” dell’azienda né nell’attuale contratto di servizio?

Il consigliere richiama infatti il rapporto contrattuale tra Comune e ATM e sottolinea che le attività ulteriori rispetto a quelle già previste dovrebbero essere autorizzate dall’Ente. Per l’affidamento di nuovi servizi, sostiene inoltre l’interrogazione, dovrebbe esistere una valutazione tecnica ed economica capace di motivare la scelta e di dimostrarne opportunità, costi e benefici. E, a tal proposito ed a sostegno di tutto, Russo domanda: esiste questo percorso amministrativo?

Il consigliere nella sua interrogazione, pertanto, chiede al sindaco di chiarire se sia stato predisposto, con quali atti e sulla base di quali valutazioni. L’interrogazione insiste poi su un secondo aspetto, forse ancora più rilevante: la refezione scolastica non si esaurisce nell’indizione della gara. Una cosa è predisporre il bando e aggiudicare l’appalto. Altra cosa è seguire l’esecuzione del servizio, controllarne la qualità, intervenire in caso di problemi, gestire i rapporti con scuole e famiglie e verificare che l’impresa aggiudicataria rispetti gli obblighi contrattuali. È proprio su questo terreno che Russo richiama il ruolo del Dipartimento comunale delle Politiche scolastiche.

Per anni, ricorda Russo, la refezione è stata gestita nell’ambito della struttura comunale competente, che avrebbe dalla propria parte esperienza, conoscenza del servizio e soprattutto una catena di rapporti diretta con i dirigenti scolastici. Una collocazione amministrativa che, secondo il consigliere, consentirebbe un controllo più immediato e coerente sull’erogazione della mensa. Il problema posto è quindi anche organizzativo: chi controllerà il servizio durante l’anno scolastico? ATM? Il Dipartimento scolastico? Entrambi? E con quale ripartizione delle responsabilità? La refezione riguarda quotidianamente centinaia di famiglie e richiede capacità di verifica e intervento che vanno ben oltre la fase formale della gara.

C’è poi il precedente che Russo richiama espressamente. Nell’anno precedente la procedura era stata gestita da un’altra partecipata comunale, Messina Servizi Bene Comune. Anche in quel caso, scrive il consigliere, erano stati sollevati dubbi sull’opportunità della scelta e successivamente alcune famiglie avevano segnalato disservizi. Prima Messina Servizi. Adesso ATM. Due società nate per svolgere attività completamente diverse dalla refezione scolastica vengono chiamate, in anni successivi, a occuparsi della procedura. Perché? Quali sono le ragioni amministrative che hanno portato prima a Messina Servizi e poi ad ATM, invece di riportare l’intero procedimento sotto la responsabilità del Dipartimento comunale competente? L’interrogazione chiede inoltre se l’attribuzione della refezione ad ATM sia possibile senza una specifica analisi di economicità, opportunità e costi-benefici e se non fosse necessario un provvedimento autorizzativo dedicato, eventualmente capace anche di aggiornare il contratto di servizio vigente tra Comune e azienda.

Infine, il tema dei controlli. Russo vuole sapere quali strumenti siano stati predisposti dall’Amministrazione per assicurare vigilanza tempestiva e professionalità adeguate durante tutta la durata del servizio e quali saranno concretamente i rapporti tra dirigenti scolastici, Dipartimento comunale e ATM. Perché, quindi, una funzione connessa alla refezione scolastica sia stata trasferita ad ATM, con quale provvedimento, sulla base di quale valutazione di convenienza e con quale organizzazione dei controlli.