17 views 3 min 0 Comment

L’Ecce Homo in viaggio verso Rimini, ma sul capolavoro di Antonello pesa l’ombra del furto di Ferragosto

- 20/08/2026
ecce homo

Acquistato all’asta per quasi 15 milioni di dollari, il dipinto bifronte lascia temporaneamente L’Aquila per il Meeting. Il ministro Giuli aveva promesso una tappa nella natia Sicilia, ma il recente clamoroso colpo al MuMe di Messina rimette tutto in discussione.

Un cartello avvisa i visitatori: «L’opera sarà in prestito alla 47esima edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli». L’Ecce Homo di Antonello da Messina, gioiello inestimabile e recente orgoglio delle acquisizioni statali, fa le valigie e lascia temporaneamente la sua casa nel Castello cinquecentesco dell’Aquila. Dal 20 al 26 agosto il capolavoro sarà esposto a Rimini, all’interno dello stand del Ministero della Cultura, pronto per rientrare al museo il 27 agosto, con un tempismo perfetto per le celebrazioni della Perdonanza previste per il 29.

L’esposizione al Meeting rientra in una strategia precisa e dichiarata fin dall’inizio. Quando a marzo il governo italiano ha sborsato 14,9 milioni di dollari a un’asta di Sotheby’s a New York per assicurarsi questo straordinario dipinto dipinto su due facce (da un lato l’Ecce Homo, dall’altro un San Girolamo), il progetto era chiaro. La destinazione finale era fissata all’Aquila, capitale della cultura, ma con una vocazione fortemente itinerante. L’opera «avrebbe avuto come domicilio tutta l’Italia», aveva assicurato il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Dopo l’anteprima mondiale nella sala Capitolare di Palazzo della Minerva a Roma e l’approdo abruzzese lo scorso 8 maggio, Rimini rappresenta ora il nuovo palcoscenico per rendere la tavola accessibile al pubblico più vasto possibile.

Si tratta di un’occasione visiva eccezionale. I dipinti di Antonello da Messina arrivati fino a noi sono rarissimi, appena una quarantina in tutto il mondo. Questo specifico esemplare, realizzato intorno al 1460 subito dopo il ritorno dell’artista nella sua Messina, era con molta probabilità l’ultimo ancora custodito in una collezione privata.

E proprio da Messina e dall’intera Sicilia si erano levate, fin dai giorni del rimpatrio dell’opera, voci insistenti per chiedere un ritorno sull’isola. Appelli che sembravano aver trovato una sponda istituzionale. Ai primi di luglio, rispondendo ai giornalisti, lo stesso ministro Giuli aveva aperto le porte alla trasferta: «Lo vedremo presto in Sicilia».

Oggi, però, su quella promessa aleggia un’ombra pesante e inquietante. La notte di Ferragosto un clamoroso furto d’arte ha violato le sale del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, sottraendo altre rarissime testimonianze del maestro siciliano: tre delle cinque tavole del celebre Polittico di San Gregorio (firmato e datato 1473) e la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in pietà.

Un colpo al cuore del patrimonio artistico che inevitabilmente rimescola le carte e impone nuove riflessioni. Ora non si sa se e quando l’Ecce Homo potrà viaggiare in sicurezza verso la sua terra d’origine. Nell’attesa di capire i futuri movimenti, il piccolo ma inestimabile ambasciatore della pittura di Antonello da Messina è pronto a farsi ammirare dalle folle del Meeting.