

Il clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina, messo a segno la sera del 15 agosto, inizia a produrre le prime, pesanti ripercussioni. Al centro del ciclone finisce il personale addetto alla vigilanza: i quattro custodi che si trovavano in servizio durante la notte del colpo al museo Accascina sono stati allontanati dalla struttura.
Il provvedimento ha colpito due impiegate regionali e due lavoratori Asu. Attualmente il gruppo si trova in regime di ferie forzate, ma i vertici hanno già tracciato una linea netta: nessuno di loro rimetterà piede in servizio all’interno del polo museale messinese. I quattro dipendenti sono stati infatti già destinati al trasferimento verso altri siti gestiti dai Beni culturali.
L’iter disciplinare e il rischio licenziamento
La vicenda è destinata a non chiudersi con il semplice ricollocamento del personale. Sul tavolo ci sono conseguenze lavorative decisamente più severe: il procedimento interno con il quale l’amministrazione aprirà un formale procedimento disciplinare a carico dei quattro lavoratori. L’iter scatterà non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione Siciliana riceverà la relazione dettagliata sui fatti, attualmente in stesura da parte della direttrice del museo, Marisa Mercurio.Il procedimento si preannuncia rigoroso e, qualora venissero accertate gravi negligenze nella custodia delle opere, potrebbe portare fino al licenziamento.
Mentre proseguono a ritmo serrato le indagini delle forze dell’ordine per rintracciare i capolavori trafugati e individuare gli autori materiali del furto, la macchina amministrativa regionale si è dunque messa in moto per fare piena luce sulle eventuali falle del sistema di sicurezza interno.








