


Un inizio di anno scolastico all’insegna dell’incertezza per le famiglie messinesi. Il bando per la refezione scolastica per l’anno 2026-2027 è stato annullato in autotutela, spingendo il consigliere comunale Alessandro Russo a depositare un’urgente richiesta di chiarimenti ai vertici di Messina Social City.
La vicenda ruota attorno alla determinazione dirigenziale n. 230, datata 29 settembre 2026 e pubblicata nella sezione “Amministrazione Trasparente” il 4 ottobre. L’atto stabilisce la revoca della procedura aperta volta ad assicurare i pasti nelle scuole dell’infanzia, primarie e medie inferiori del Comune di Messina. Tuttavia, il testo integrale del documento risulta inaccessibile, essendone indicati sul portale esclusivamente la numerazione e l’oggetto. Questa mancanza impedisce di comprendere le ragioni che hanno portato al brusco dietrofront dell’Azienda speciale.
Il tempismo del ritiro solleva pesanti interrogativi. Con le lezioni già avviate, il servizio mensa è attualmente garantito esclusivamente grazie a una proroga del precedente contratto, che presumibilmente riuscirà a coprire il fabbisogno delle scuole cittadine ancora per poco tempo. Nell’interrogazione indirizzata al presidente Francesco Giorgio e al direttore generale Giuseppe Arpi, Russo chiede di conoscere le reali conseguenze di questa scelta sull’effettiva fornitura dei pasti e le tempistiche per l’indizione di una nuova gara.
Oltre all’emergenza immediata, l’esponente politico punta i riflettori su una criticità strutturale. La gara appena revocata era stata affidata per la gestione ad ATM S.p.A., poiché Messina Social City non risulterebbe in possesso della qualificazione ANAC necessaria per operare come stazione appaltante per procedure di simile entità. Un copione già visto, considerando che lo scorso anno ci si era affidati a Messina Servizi Bene Comune.
Russo evidenzia l’anomalia di un ente in house che deve costantemente appoggiarsi ad altre società partecipate per l’espletamento dei servizi previsti dal proprio Contratto di Servizio. Una dinamica che, sottolinea il consigliere, spinge a un’attenta riflessione sull’effettiva capacità gestionale dell’azienda e sull’economicità stessa dell’affidamento interno.
La palla passa ora alla governance di Messina Social City. Oltre alle spiegazioni sui motivi della revoca, l’amministrazione è chiamata a chiarire se intenda finalmente acquisire i requisiti ANAC per gestire in autonomia gli appalti futuri e a quantificare gli eventuali nuovi oneri economici derivanti dallo slittamento dei termini del servizio.








