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Crollo di Pistunina, la verità passa dal Dna: resti da identificare e verifiche tecniche sul disastro

- 10/08/2026

I reperti recuperati tra le macerie e nell’area dello stadio San Filippo saranno analizzati dal Ris. Intanto parte l’esame della documentazione acquisita dalla Procura. Tre gli indagati, atteso nelle prossime settimane il sopralluogo dei consulenti tecnici

MESSINA – Prima di ricostruire fino in fondo le cause del crollo di via La Pira, resta ancora un passaggio drammatico da completare: dare un nome ai resti umani recuperati durante le operazioni di ricerca. Una parte è stata rinvenuta direttamente a Pistunina, un’altra tra i detriti trasferiti e custoditi nel cosiddetto parcheggio rosso dello stadio San Filippo. È lì che si trova il materiale rimosso in quantità maggiore dal luogo del disastro, posto sotto sequestro dalla Procura e sorvegliato dai carabinieri.

Il lavoro è affidato ai medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino. I reperti dovranno essere ripuliti, esaminati e catalogati prima di essere consegnati al Ris, che procederà con gli accertamenti biologici finalizzati all’estrazione del Dna. L’obiettivo è stabilire con certezza a chi appartengano. Devono ancora essere individuati i resti riconducibili ai due dispersi, Santino Magazzù e Lairu Warna-Kulasuriya, ma gli accertamenti dovranno anche escludere che parte dei frammenti recuperati appartenga alle sorelle Leone, già riconosciute dai familiari tra le vittime estratte dalle macerie.

A rendere particolarmente complesso il lavoro medico-legale sono state le conseguenze dell’incendio divampato dopo il cedimento dell’edificio e rimasto attivo sotto le macerie per diversi giorni, compromettendo in maniera rilevante le condizioni dei corpi. Parallelamente entra adesso nel vivo il secondo fronte dell’inchiesta: quello destinato a ricostruire tecnicamente perché la palazzina sia crollata e se vi siano responsabilità.

Da domani inizierà l’esame della documentazione acquisita dagli inquirenti. Un lavoro che dovrà poi essere incrociato con le valutazioni dei tre consulenti nominati dalla Procura: Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. Gli esperti attendono la conclusione delle attività dei vigili del fuoco prima di effettuare un esame diretto e approfondito dell’area. Il sopralluogo in via La Pira dovrebbe essere effettuato nell’ultima settimana piena di agosto.

Sul fronte giudiziario restano tre, al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati: gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone. Le contestazioni ipotizzate sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Panarello e D’Alì sono già stati ascoltati dai magistrati. Pietro Leone, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La Procura ha inoltre raccolto le dichiarazioni degli operai presenti durante i lavori e al momento del cedimento. Testimonianze che potrebbero assumere un peso decisivo per ricostruire cosa stesse accadendo nell’edificio nelle ore immediatamente precedenti al disastro e, soprattutto, per stabilire se il crollo sia stato preceduto da interventi, anomalie o circostanze in grado di spiegarne l’origine.

L’inchiesta entra così nella sua fase più delicata: da una parte l’identificazione degli ultimi resti, per restituire certezza alle famiglie; dall’altra la ricostruzione tecnica di quei minuti che hanno trasformato la palazzina di Pistunina in un cumulo di macerie.