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Al Parco Aldo Moro non “speculazioni” e “allarmismi” ma probabile AMIANTO. Come mai non ci si è accorti prima?

- 15/06/2024

Il quotidiano di oggi riferisce della possibilità che la consistenza dei rifiuti rinvenuti nella zona della “scarpata” del Parco Aldo potrebbe essere di cemento amianto. Stessa sostanza pericolosa potrebbe esserci nell’area relativa al vecchio sismografo, che sarebbe di pertinenza dell’INGV.

La speranza è che l’ARPA nelle prossime verifiche possa determinare che non si tratti di materiali pericolosi e che possa concedere, dopo la bonifica, la riapertura del parco. Amianto o no, l’interrogativo è molto più doveroso ed articolato della risposta di Salvo Puccio, direttore generale del Comune che sminuisce dichiarando che “non si tratta di materiale prodotto dal cantiere” e questo è ampiamente ovvio e scontato visto che l’amianto non si produce più dal 1994. Ammette inoltre Puccio che “se all’Arpa venga il dubbio che possa esserci amianto si facciano tutti gli approfondimenti del caso che avremmo fatto fare noi se ne fossimo stati a conoscenza”. Ma CHI doveva mettere a conoscenza Puccio & Co? Chi, dovendo fare lavori di riqualificazione, doveva accertarsi delle criticità e della pericolosità dell’area? Non di certo l’ARPA che oggi ha chiuso il Parco.

Dall’inaugurazione del 23 maggio, alla visita in piena campagna elettorale di Cateno De Luca il 26 maggio, i selfie e … la chiusura. (immagini facebook Sindaco e De Luca)