Il trentottenne Zachary Prouty è stato rilasciato con una cauzione non garantita da 50mila dollari. Decisivo per gli investigatori il risultato delle analisi genetiche. Udienza preliminare fissata per il 12 agosto
Un matrimonio concluso con un’accusa gravissima. Zachary Prouty, 38 anni, residente in Kentucky, è stato arrestato in Pennsylvania con l’accusa di avere violentato una donna che aveva partecipato alle sue nozze. I fatti contestati sarebbero avvenuti nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2025, all’interno di un’abitazione di Gettysburg nella quale alcuni invitati avevano deciso di pernottare dopo la cerimonia.
L’uomo deve rispondere di diverse imputazioni, tra cui stupro mediante costrizione, stupro ai danni di una persona priva di coscienza e violenza sessuale. Le accuse, allo stato, rappresentano la ricostruzione degli investigatori e dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nel corso del procedimento.
Secondo quanto riportato nell’affidavit allegato agli atti, l’indagine è cominciata poco dopo mezzogiorno del 17 ottobre, quando gli agenti della polizia di Bonneauville sono intervenuti al Gettysburg Hospital. Qui una donna si stava sottoponendo a una visita medico-legale eseguita da personale specializzato nei casi di presunta violenza sessuale.
La donna avrebbe riferito di essersi recata a Gettysburg il giorno precedente per partecipare al matrimonio di Prouty e di avere consumato bevande alcoliche durante la serata. Al termine dei festeggiamenti si sarebbe fermata a dormire, insieme ad altre persone, in una casa di Autumn Drive.
Dopo che gli altri ospiti si erano ritirati nelle rispettive stanze, la donna sarebbe rimasta al piano inferiore dell’abitazione insieme allo sposo. Mentre entrambi si trovavano seduti su un divano, Prouty si sarebbe avvicinato e l’avrebbe baciata più volte senza il suo consenso. La donna avrebbe manifestato chiaramente il proprio rifiuto, ma l’uomo, secondo l’accusa, l’avrebbe successivamente raggiunta in un’altra stanza, insistendo nei suoi comportamenti.
La giovane avrebbe raccontato di non ricordare più nulla dopo quel momento. Si sarebbe risvegliata intorno alle 7.30 del mattino in una camera nella quale non aveva previsto di dormire, trovando i propri vestiti sparsi sul pavimento.
Gli investigatori hanno quindi acquisito gli elementi raccolti durante la visita medica e avviato gli accertamenti scientifici. Contattato dalla polizia, Prouty avrebbe scelto di non rispondere alle domande, riferendo di essersi rivolto a un legale.
Un campione del suo DNA è stato successivamente inviato ai laboratori della Pennsylvania State Police. Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, il profilo genetico maschile individuato durante gli esami sulla donna sarebbe compatibile con quello dell’indagato. Nell’affidavit, un investigatore ha indicato che la probabilità che il DNA appartenesse a Prouty sarebbe risultata circa 95 miliardi di volte superiore rispetto all’ipotesi che provenisse da un altro uomo non imparentato con lui.
Il trentottenne è comparso davanti al giudice giovedì 16 luglio. Dopo l’udienza è stato rimesso in libertà con una cauzione non garantita fissata in 50mila dollari: una formula che, diversamente dal pagamento immediato della somma, prevede l’obbligo di versarla nel caso in cui l’imputato non rispetti le condizioni stabilite dal tribunale.
L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 12 agosto. In quella sede il giudice dovrà valutare se gli elementi raccolti dall’accusa siano sufficienti per proseguire il procedimento. Al momento non risultano note dichiarazioni pubbliche dell’uomo nel merito delle contestazioni. Prouty deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




