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Aprile

Delitto di Garlasco, verso la revisione del processo per Stasi? La procuratrice Nanni: «Decideremo dopo lo studio delle carte»

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Vertice a Milano tra la pg Nanni e il procuratore pavese Napoleone in attesa dell’informativa sulle nuove indagini a carico di Andrea Sempio. Un’eventuale istanza dei magistrati milanesi avrebbe un peso istituzionale decisivo per riaprire il caso.

Un faccia a faccia di tre quarti d’ora per riaprire, forse, uno dei capitoli giudiziari più complessi e dibattuti della cronaca italiana. Al centro dell’incontro svoltosi a Milano tra la procuratrice generale Francesca Nanni e il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, c’è l’ipotesi di una revisione della sentenza che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.

L’informativa su Andrea Sempio e i tempi d’azione

Il confronto segna un primo, decisivo passo procedurale. Nelle prossime settimane, il procuratore Napoleone invierà alla Procura Generale un’informativa completa sulle nuove indagini condotte, che vedono attualmente iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio.

Una volta acquisiti i documenti, la palla passerà agli uffici milanesi. La linea dettata dalla procuratrice Nanni, che ha partecipato al vertice insieme all’avvocato generale Lucilla Tontodonati, è all’insegna dell’assoluta cautela. «Nel merito non posso fare alcuna dichiarazione prima di conoscere le carte che ci manderà la Procura di Pavia», ha chiarito la magistrata parlando ai cronisti. L’analisi del dossier richiederà tempo e massima attenzione: «Non sarà uno studio né veloce né facile perché dobbiamo leggere attentamente i documenti. Eventualmente, poi, chiederemo altri atti se ce ne sarà bisogno e solo alla fine valuteremo se proporre una richiesta di revisione».

Il peso istituzionale dell’istanza

Le regole procedurali delineano uno scenario preciso: l’istanza di revisione del processo può essere presentata formalmente solo dalla Procura Generale di Milano o dai difensori di Stasi, gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari. Non rientra invece nelle facoltà del procuratore di Pavia.

Tuttavia, come evidenziato da fonti giudiziarie qualificate, un’eventuale richiesta avanzata direttamente dalla procuratrice generale Nanni assumerebbe un peso istituzionale e un’autorevolezza nettamente superiori rispetto a un’iniziativa della sola difesa, provenendo da una figura non di parte. È proprio in questa cornice che si inquadra la visita di Napoleone a Milano, mirata a sollecitare una valutazione indipendente e di alto profilo da parte della Procura Generale alla luce dei nuovi elementi emersi su Sempio.

L’iter giudiziario e il ruolo della Corte d’Appello di Brescia

Qualora l’istanza dovesse concretizzarsi, la competenza passerebbe alla Corte d’Appello e alla Procura Generale di Brescia. I giudici bresciani avranno facoltà di respingere immediatamente la richiesta senza fissare un’udienza, oppure, in caso di ammissibilità, di convocare le parti in aula per la discussione, ricalcando l’iter recentemente visto per la revisione richiesta dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba.

Un dettaglio giuridico fondamentale riguarda le posizioni dei due protagonisti di questa nuova fase: l’iter di revisione per Stasi, già in carcere con una condanna definitiva confermata dalla Cassazione nel 2015 dopo un percorso giudiziario altalenante (due assoluzioni nei primi gradi di giudizio, poi l’annullamento e la condanna nell’appello bis), potrebbe procedere in modo del tutto autonomo. Non è infatti strettamente necessario che parallelamente si apra un processo a carico di Andrea Sempio: anche se la Procura di Pavia dovesse archiviare la sua posizione per insufficienza di elementi, la revisione per Stasi potrebbe proseguire senza alcun intoppo procedurale.