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I socialisti ripartono da Messina, l’allarme sicurezza di Musolino: «Sindaci soli, no alle logiche da stato di polizia»

- 12/04/2026
musolino socialisti

All’incontro “Progetto Avanti x l’Italia”, la senatrice boccia la linea del governo sull’ordine pubblico: «Le tragedie come quella di Carrara dimostrano che è inutile istituire zone a vigilanza rafforzata solo sulla carta. Servono fondi e risorse reali per il controllo del territorio».

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A Santa Maria Alemanna prende forma l’opposizione alle destre. L’evento pubblico “Progetto Avanti x l’Italia”, promosso dal Partito Socialista Italiano (Avanti Psi) a Messina, si è trasformato in un netto atto d’accusa contro l’immobilismo della politica regionale e le forzature dell’esecutivo nazionale. Un momento di confronto che ha tracciato la rotta per un nuovo centrosinistra, partendo proprio dalle urgenze del Sud.

A dettare la linea è stato il segretario nazionale di Avanti Psi, Enzo Maraio, che ha fotografato una Sicilia ostaggio di un’economia asfittica e di liste d’attesa insostenibili. “In questo scenario, il presidente Schifani pensa alle poltrone“, ha accusato Maraio, bocciando senza appello l’ipotesi di un rimpasto per salvare l’attuale giunta. La ricetta per l’Isola, condivisa dai dirigenti locali presenti tra cui il segretario comunale Enrico Nastro Siniscalchi e il provinciale Amedeo Gitto, passa per un’unità di coalizione basata su un programma concreto: welfare, lavoro e innovazione per arginare l’emorragia di giovani.

musolino con azione

L’orizzonte regionale si è poi intrecciato con la politica nazionale attraverso il duro intervento della senatrice Dafne Musolino, che ha analizzato la “grave difficoltà” del governo Meloni, un esecutivo descritto come chiuso in se stesso e distante dal Paese reale. “Prima ancora di parlare di primarie per i candidati, dobbiamo parlare di programmi, fare le primarie delle idee“, ha avvertito la senatrice. Musolino ha denunciato un metodo di governo arrogante che esautora le aule parlamentari: “Siamo arrivati a 120 voti di fiducia. Il Parlamento è ridotto a un direttorio che si limita a ratificare decisioni prese altrove“, ignorando sistematicamente le opposizioni e il chiaro dissenso arrivato dal Sud e dalle nuove generazioni.

La costruzione dell’alternativa, secondo la senatrice, deve fondarsi su un patto chiaro strutturato attorno a tre priorità assolute, le “Tre S”: Stipendi, Sanità e Sicurezza.

Sul fronte economico, Musolino ha lanciato l’allarme sul progressivo impoverimento generale, schiacciato dal carovita e da un mercato del lavoro sempre più povero. “Assistiamo alla proletarizzazione della borghesia, siamo tutti più poveri rispetto a prima“, ha sottolineato.

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Il capitolo sanità ha toccato uno dei nervi più scoperti dell’Isola, con un paradosso inaccettabile: “La Regione Siciliana spende per la salute, pro capite, esattamente quanto la Lombardia. Eppure qui non ci sono gli stessi servizi”, ha denunciato Musolino, criticando un sistema che tratta i cittadini come “clienti di un affare” politico ed economico.

Infine, l’emergenza sicurezza, tema che approderà presto in Parlamento con il nuovo Ddl governativo. Richiamando il tragico episodio avvenuto a Carrara, dove un padre di famiglia ha perso la vita dopo essere stato spintonato per aver rimproverato dei ragazzi, la senatrice ha respinto l’approccio dell’esecutivo: “C’è un problema di sicurezza reale nelle nostre città, ma non si risolve con la logica dello stato di polizia. I sindaci sono stati lasciati completamente soli. Non servono nuove zone a vigilanza rafforzata solo sulla carta, servono fondi e risorse vere per il controllo del territorio”.

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