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Caso ATM, i sindacati fanno scudo: “Sventato colpo di mano sulle nomine, nessuna intesa con la politica”

- 31/03/2026
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Le sigle di maggioranza fanno quadrato dopo il vertice d’urgenza con il direttore generale Picciolo e rivendicano lo stop al provvedimento sulle nuove assegnazioni. Respinte le accuse di collateralismo lanciate da un sindacato minoritario: «Nessun inciucio, abbiamo sventato il ritorno a vecchie logiche di potere. La campagna elettorale resti fuori dalle vertenze».

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NOTA STAMPA Filt CGIL, UIL Trasporti, FAISA CISAL e ORSA

Ci vediamo costretti a intervenire per fare chiarezza rispetto a notizie di stampa diffuse nella giornata odierna, che riportano una rappresentazione distorta e strumentale di una vertenza attualmente in corso in ATM S.p.A. È evidente come una sigla sindacale, minoritaria in termini di rappresentanza all’interno
dell’azienda, stia tentando di cavalcare un episodio recente al solo scopo di guadagnare visibilità. Ancora più grave è il tentativo di sovrapporre dinamiche sindacali a logiche di campagna elettorale, per finalità che appaiono fin troppo evidenti.
La realtà dei fatti è ben diversa da quella raccontata da alcune testate: l’intervento di queste OO.SS si è reso necessario per impedire il ripetersi di pratiche ingiuste nei confronti dei lavoratori, che richiamano alla memoria il ben noto e contestato “sistema Campagna”. Una recente disposizione di servizio prevedeva
l’assegnazione di alcuni dipendenti a ruoli strategici secondo criteri che, a giudizio delle scriventi OO.SS., non risultavano coerenti con gli obiettivi dichiarati dall’azienda in tema di riorganizzazione e miglioramento dei servizi alla mobilità.
Chi conosce realmente le dinamiche interne di ATM S.p.A. sa bene che esistono fondati motivi per ritenere che si stessero riaffacciando logiche di influenza esterna e di gestione discrezionale delle carriere, approfittando di una fase di fisiologico assestamento dei nuovi vertici aziendali. Per tali ragioni, Filt CGIL, UIL Trasporti, FAISA CISAL e ORSA hanno richiesto con urgenza un incontro al Direttore Generale, Pietro Picciolo, al fine di ottenere chiarimenti immediati.
L’ordine di servizio è stato pubblicato in data 27 marzo; già il giorno successivo, 28 marzo, le scriventi OO.SS. hanno formalizzato la richiesta di incontro urgente, da svolgersi prima dell’entrata in vigore delle disposizioni prevista per il 1° aprile. Considerata l’urgenza, il Direttore Generale ha garantito la propria disponibilità nella tarda serata del 29 marzo. La sede dell’incontro, individuata per ragioni legate ad impegni dello stesso Direttore, non può e non deve essere oggetto di interpretazioni strumentali.
Sia chiaro: pur di impedire, anche all’ultimo minuto, il ripristino di dinamiche discriminatorie che per anni hanno penalizzato gran parte dei lavoratori ATM, saremmo stati disponibili a confrontarci ovunque. Il luogo non cambia la sostanza. Respingeremo sempre ogni tentativo di insinuare che il sindacato abbia discusso una vertenza con la politica. Il confronto si è svolto esclusivamente tra le scriventi OO.SS. e il Direttore Generale, il quale, a seguito delle osservazioni sollevate, ha riconosciuto la fondatezza delle criticità evidenziate, disponendo l’immediato annullamento dell’ordine di servizio.

Si tratta di un risultato concreto, ottenuto da chi ha scelto di metterci la faccia e difendere i lavoratori, diversamente da chi, in questa occasione, ha preferito sottrarsi: evidentemente per qualcuno favoritismi e disparità non rappresentano una priorità.
Si smentiscono inoltre le ricostruzioni che collegano strumentalmente le procedure di raffreddamento alla vicenda sopra descritta. I fatti documentati dicono altro: le procedure sono state attivate per contrastare l’atteggiamento dispotico del Direttore di Esercizio; nessuna delle cinque organizzazioni sindacali coinvolte
ha ritirato tali procedure, tuttora in corso
; l’azienda ha esclusivamente richiesto un rinvio dell’incontro già calendarizzato; l’iniziativa di una singola sigla di “reiterare” procedure già attive appare del tutto priva di fondamento e finalizzata unicamente alla propaganda.
Si rafforza, purtroppo, la sensazione che il clima della campagna elettorale stia contaminando anche il confronto sindacale, distogliendo l’attenzione dalle vere priorità dei lavoratori. Mentre i dipendenti di ATM lottano per lasciarsi definitivamente alle spalle un modello aziendale fondato su favoritismi e logiche di
appartenenza, qualcuno preferisce alimentare polemiche sterili e gossip preelettorale. Respingiamo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione politica della nostra azione. La nostra unica linea è, e resterà sempre, la tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. E, soprattutto, non accettiamo lezioni di coerenza da chi, solo recentemente, ha riempito Piazza Municipio con bandiere sindacali a sostegno di una manifestazione promossa da un preciso soggetto politico.

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