«Potrebbe essere un nuovo romanzo, se non fosse invece un dramma per tutti i siciliani. Come da noi da sempre sostenuto, la Rete Ospedaliera “costruita” dal centrodestra siciliano senza alcun reale confronto parlamentare, era del tutto inadeguata».
A dichiararlo è Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra a Messina e responsabile Sanità del Partito democratico in Sicilia.«L’attuale rete ospedaliera – incalza la Russo – non è state costruita nel rispetto delle normative vigenti e neppure sui bisogni reali dei cittadini. E si è rivelata tanto inadeguata, nelle scelte intraprese dal centrodestra, da Renato Schifani e dall’assessora alla Sanità, Daniela Faraoni, che persino il governo nazionale amico è stato costretto a bocciarla». Restano tantissime le criticità evidenziate: nella stesura della rete ospedaliera non sarebbero stati presi in alcuna considerazione i flussi sanitari tra province e i dati di mortalità per patologia spesso con differenze territoriali importanti. Si sarebbe di conseguenza giunti a un’errata distribuzione dei posti letto con rischi per le reti tempo-dipendenti (infarto miocardico acuto, ictus, etc.) e per l’intero sistema di emergenza-urgenza.«Rete ospedaliera che certamente non è stata costruita con l’idea della necessaria integrazione con la medicina di prossimità come le Case di Comunità, sulle quali le Aziende sanitarie provinciali stanno segnando importanti ritardi nello stato di avanzamento lavori connessi con il PNRR», aggiunge la responsabile Sanità del Partito democratico in Sicilia.La Rete ospedaliera bocciata, ribadisce Antonella Russo, «si è basata sull’esistente e sulle richieste clientelari di alcuni potentati territoriali e non sulle effettive necessità sanitarie dei cittadini, senza mettere in primo piano la salute dei siciliani».
Per l’esponente del Partito democratico rimane «assurdo che la comunicazione non sia stata diffusa per tempo dal governo Schifani. Forse per non indebolire ancor di più la manifestazione flop del “Si ponte” a Messina dopo che il governo nazionale aveva già bloccato i fondi stanziati per il ciclone Harry. E se così fosse, sarebbe grave».
«Da sindaca del Comune di Messina e, quindi, della Città metropolitana, mi opporrò a scriteriate chiusure dei nostri reparti e a tagli immotivati all’interno della rete ospedaliera in città e in provincia. Ribadisco con forza – conclude la Russo – la necessità che venga rispettato il diritto costituzionale dei cittadini alla salute e che la medicina territoriale nella nostra provincia diventi davvero operativa e capace di rendere i messinesi in sanità cittadini di serie A».




