7 views 3 min 0 Comment

Atm Messina, Russo chiede chiarimenti sui maxi-compensi: “Cifre monstre ai soliti noti, si faccia chiarezza”

- 30/03/2026
nuoi bus feb 26
sostieni2 1

Centinaia di migliaia di euro erogati a un ristretto nucleo di dipendenti aziendali per incarichi svolti nel corso dell’anno passato. È questa la dura presa di posizione del consigliere comunale Alessandro Russo in una nota formale indirizzata all’Amministratore Unico di Atm Messina S.p.A., l’Avvocato Piero Cami. Il documento, datato 26 marzo 2026, accende i riflettori su una gestione delle risorse economiche che solleva profondi interrogativi in termini di equità, trasparenza e opportunità politica.

Il nodo centrale della contestazione riguarda la liquidazione, avvenuta in questi primi mesi del 2026, di compensi legati a ruoli come RUP, DEC, direzione lavori e relative assistenze. Il consigliere evidenzia il reiterarsi sistematico dei medesimi nominativi aziendali, destinatari di molteplici incarichi in rapida sequenza, talvolta della durata di pochi mesi. Viene sollevato il dubbio sulla totale mancanza di un’adeguata rotazione del personale interno. Russo chiede ai vertici di verificare se all’interno dell’azienda non vi fossero altri dipendenti con pari qualifiche in grado di ricoprire tali mansioni, così da garantire una distribuzione equanime e una gestione più razionale. L’invito è quello di intervenire tempestivamente per fugare il sospetto, già serpeggiato nei mesi scorsi, della costituzione di “riserve” di fedelissimi premiati a piene mani dalla precedente gestione.

Il paradosso aziendale: rigore in basso, premi in alto

L’aspetto più stridente evidenziato nella nota è la marcata disparità di trattamento all’interno dell’Azienda Trasporti. Da un lato, si registra l’impossibilità di attivare una polizza assicurativa onnicomprensiva a tutela degli autisti contro le ripercussioni economiche involontarie, nonostante le reiterate richieste. Dall’altro, si applica una rigida austerità sui premi di produttività destinati ai dipendenti semplici, arrivando a decurtare persino le ore di permesso legate alla Legge 104 in nome dell’equilibrio economico. In netto contrasto con questa logica di cinghia stretta, i responsabili delle sanzioni disciplinari riceverebbero compensi definiti “cifre-monstre”, capaci di superare ampiamente lo stesso stipendio annuale. Una circostanza che potrebbe innescare il sospetto di una “pace sociale” imposta a suon di sanzioni e lautamente remunerata a danno degli altri lavoratori.

L’ombra delle elezioni di maggio

Un’ulteriore forte perplessità si allunga sulle tempistiche dei pagamenti. Pur trattandosi di somme maturate nel corso del 2025, e presumibilmente provviste di copertura nel budget aziendale, la loro erogazione nei primi mesi del 2026 appare decisamente inopportuna. Alla luce dell’improvvisa decisione delle dimissioni del sindaco, i vertici aziendali avrebbero dovuto procedere con estrema prudenza. Disporre liquidazioni di tale entità proprio a ridosso delle delicate scadenze elettorali amministrative di maggio rischia di alimentare dubbi e sospetti. Attendere il superamento della tornata elettorale non avrebbe leso alcun diritto maturato dai lavoratori, ma avrebbe offerto all’intera cittadinanza una prova di opportunità e serietà difficilmente attaccabile. L’istanza si chiude con la richiesta di attivare procedure di approfondimento per garantire che l’Atm operi nella più totale linearità e trasparenza dinanzi alla città.

ale russo
ale russo
WhatsApp vds