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ALESSANDRO RUSSO, PD, “SPORT A MESSINA: OLTRE I GRANDI EVENTI, IL NULLA”.

- 18/03/2026
basket school

BASKET SCHOOL “Siamo di fronte a un vero e proprio fallimento del “sistema città” in tema di sport e di sostegno alle realtà di vertice o che ambiscono a diventarlo.

Nota stampa Alessandro Russo PD

Le parole di allarme lanciate stamane dai dirigenti della Messina Basket School destano forte preoccupazione sul reale stato dello sport nella città di Messina; e soprattutto squarciano il velo di verità su una rappresentazione immaginifica da parte dell’amministrazione uscente, che i fatti smentiscono.
Al di là dei grandi eventi sportivi che sono finanziati con risorse comunitarie extrabilancio, infatti, le condizioni reali di chi fa sport in città sono disperate. L’impiantistica sportiva, lungi dall’essere quel paradiso in terra, è in condizioni non ottimali. Gli impianti di quartiere sono insufficienti, soprattutto nei quartieri più degradati, dove invece dovrebbero esservene. Quelli esistenti non consentono una programmazione adeguata alle esigenze di allenamento e di programmazione
agonistica delle associazioni sportive cittadine.
Alcuni degli impianti, poi, affidati alla Messina Social City, sono sotto utilizzati e spesso destinati ad attività non sportiva che ne precludono un adeguato utilizzo. Si pensi alle attrezzature di Villa Dante, che peraltro – quando sono utilizzabili – non assicurano neanche gli introiti minimi per la loro corretta gestione. Su questo aspetto, peraltro, ci si continua a domandare le ragioni per cui a una azienda speciale che si occupa di politiche sociali debba essere continuato ad assicurare anche la gestione di impiantistica sportiva.

Ma il vero, drammatico punto da evidenziare, come emerge dal grido di allarme della Messina Basket School, è come la politica cittadina e in particolare la giunta uscente stiano continuando a sottovalutare l’importanza dello sport per l’intera comunità messinese. Alla città non servono soltanto i grandi eventi di risonanza nazionale, che vengono organizzati solo in ottica di marketing territoriale. Alla città serve che l’amministrazione dedichi attenzioni e risorse, oltre che spazi e impianti, per dare sostegno concreto e strutturale alle società che con immensa fatica fanno sport quotidianamente: dal basket al tennis, dal volley agli sport cosiddetti “minori”, Messina esprime squadre e atleti che conquistano scenari nazionali e internazionali.
A costoro, a queste squadre, a queste società l’amministrazione dovrebbe pensare in un quadro organico di sostegno duraturo, programmando l’impiego di risorse e il potenziamento delle strutture in modo tale da non disperdere le opportunità e il grande patrimonio sportivo di Messina.
Usare toni trionfalistici per i grandi eventi sportivi “una tantum” che drenano una ingente mole di risorse e non accorgersi che tante altre realtà sportive territoriali esprimono risultati importantissimi per la città ma senza un pur minimo sostegno da parte di chi governa la città è una sconfitta collettiva.

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L’ANTEFATTO – LETTERA APERTA DEI DIRIGENTI DELLA MESSINA BASKET SCHOOL

Preliminarmente occorre sottolineare un aspetto molto importante, sul quale tutti noi desideriamo venga posta la massima attenzione.

Sappiamo che nella nostra città è in corso la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco, ma tutti noi vogliamo che le riflessioni odierne e gli argomenti trattati restino fuori da questo contesto e non siano oggetto di alcuna speculazione da parte di alcuna forza politica.

L’incontro odierno è legato alla necessità di fare il punto sul nostro progetto sportivo e, soprattutto, sulle prospettive future.

Qui al tavolo non siedono grandi imprenditori, ma professionisti e operatori economici che, con sacrifici e aggregando tante piccole realtà locali, hanno iniziato questo percorso sportivo nel 2014, quasi per scherzo, partendo dalla Serie D e riuscendo a conquistare prima la C Silver, poi la C Gold, quindi la B2, raggiungendo anche due playoff per la B1.

In B2 vi erano tre formazioni di Messina; oggi siamo rimasti soltanto noi. Questo è il primo punto di riflessione.

Negli ultimi due anni si è registrato un considerevole aumento delle spese di gestione di una squadra di questa categoria, accompagnato da un innalzamento del livello tecnico. Ciò dipende da diversi fattori: innanzitutto, la riduzione delle squadre di B1 e B2 ha generato un effetto a cascata, con molti giocatori di B1 scesi di categoria, pretendendo rimborsi più elevati e alzando il livello competitivo; inoltre, i migliori giocatori di B2 sono rimasti in questa categoria, richiedendo anch’essi compensi sempre più consistenti.

A ciò si aggiunge l’introduzione della riforma dello sport, che ha comportato nuovi obblighi contributivi e previdenziali anche per società come la nostra, e, da ultimo, la recente disposizione secondo cui, entro il 30 giugno 2026, per partecipare al campionato di Serie B2 tutte le società dovranno trasformarsi in Srl (società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata).

In sintesi, ci troviamo di fronte a una vera e propria azienda, con costi crescenti e la necessità di una struttura organizzativa sempre più solida.

Fatta questa doverosa premessa, e animati da una visione progettuale, ci siamo interrogati sul futuro sportivo in questa città. Non essendo grandi imprenditori in grado di affrontare autonomamente e con serenità le sfide sempre più impegnative che ci attendono, ci chiediamo come poter proseguire in un contesto che, da anni, sembra aver voltato le spalle a chi fa sport e a chi prova a migliorarsi.

Ci riferiamo a tutte le componenti: imprenditoriali, innanzitutto, ma anche politiche e associative.

Siamo di fronte a un vero e proprio fallimento del “sistema città” in tema di sport e di sostegno alle realtà di vertice o che ambiscono a diventarlo.

Oggi dobbiamo ringraziare tutte le aziende che ci hanno accompagnato in questi anni, ma ci chiediamo come sia possibile che, nonostante il crescente seguito e l’interesse suscitato, non vi sia mai stato il coinvolgimento di un rilevante gruppo imprenditoriale cittadino disposto a sostenere il basket. Ci chiediamo perché, in altre province siciliane, i grandi gruppi imprenditoriali – dalla distribuzione alimentare all’edilizia – supportino con impegni significativi le squadre sportive, mentre a Messina risultino totalmente assenti.

Probabilmente qui non individuano riferimenti politici, imprenditoriali o istituzionali realmente interessati allo sport e capaci di farne un motivo di orgoglio per la città e per la comunità, preferendo quindi orientare altrove i propri investimenti.

TUTTO QUESTO, QUI, MANCA. NON C’È. NON INTERESSA. NON INTERESSA LO SPORT.

Come detto, fino a due anni fa vi erano tre squadre in Serie B2, ed era forse l’alibi perfetto perché nessuno intervenisse, a nessun livello.

Oggi c’è solo la Messina Basket School, ma il futuro non è mai stato così a rischio come adesso.

Entro il 30 giugno la società dovrà trasformarsi in Srl; ma, in assenza di fatti nuovi e di sostegni rilevanti e pluriennali che consentano una programmazione serena, garantendo alla città una squadra competitiva e all’altezza del proprio nome, riteniamo di non avere le condizioni minime per proseguire.

Non siamo irresponsabili e non siamo abituati a fare brutte figure. Siamo pronti a valutare ogni soluzione possibile, anche quella di fare un passo indietro, restando comunque a disposizione con la nostra esperienza, laddove richiesto.

Ribadiamo però che, allo stato attuale, non esistono margini per una prosecuzione dell’attività.