7 views 3 min 0 Comment

Nuova inchiesta alla Regione Siciliana. Indagati Salvatore Iacolino e un dirigente regionale del dipartimento infrastrutture.

- 10/03/2026
Iacolino 2 1024x658 1

Corruzione e appalti pilotati per i porti siciliani: arrestati il dirigente regionale Teresi e il boss Vetro. Nel mirino della Procura anche il nuovo direttore del Policlinico di Messina, Iacolino.

PALERMO – Un nuovo asse tra burocrazia regionale e criminalità organizzata scuote i palazzi del potere siciliano. Al centro dell’inchiesta, che ha portato all’arresto del dirigente regionale Giancarlo Teresi e del boss di Favara Carmelo Vetro, emerge un meccanismo collaudato di tangenti e favori che avrebbe permesso alla mafia di infiltrarsi negli appalti per la gestione dei rifiuti e la manutenzione dei porti siciliani.

L’inchiesta: appalti “su misura” e mazzette

Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, Teresi, in qualità di dirigente del dipartimento Infrastrutture e Mobilità, avrebbe letteralmente “asservito” la propria funzione pubblica agli interessi del capomafia agrigentino. L’obiettivo era chiaro: aggirare le interdittive antimafia e consentire alla società Ansa Ambiente s.r.l., riconducibile occultamente a Vetro, di operare indisturbata in settori delicatissimi come il dragaggio dei fondali e il ripascimento costiero.

I lavori finiti sotto la lente d’ingrandimento riguardano tre siti strategici:

  • Marinella di Selinunte
  • Scicli-Donnalucata
  • Terrasini

Per garantire questi affidamenti, Teresi avrebbe ricevuto diverse dazioni di denaro, con almeno tre episodi documentati dagli inquirenti tra marzo e agosto dello scorso anno. Un sistema che non solo foraggiava le casse del clan, ma garantiva a Vetro – già condannato definitivamente per mafia e vicino a figure come Giovanni Filardo (cugino di Matteo Messina Denaro) – un prestigio criminale derivante dalla capacità di condizionare l’amministrazione pubblica.

Il coinvolgimento di Salvatore Iacolino

Il terremoto giudiziario si estende fino a Messina. Tra gli indagati eccellenti figura infatti Salvatore Iacolino, ex europarlamentare del Pdl e, da appena una settimana, direttore generale del Policlinico di Messina. Nei suoi confronti la Procura ha ipotizzato i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, disponendo perquisizioni sia nella sua abitazione che negli uffici del nosocomio dello Stretto.

L’indagine coinvolge anche figure vicine al boss Vetro, tra cui il fratello Salvatore e Antonio Lombardo, considerato l’amministratore formale della società utilizzata per mascherare la presenza mafiosa negli appalti.

Un settore “delicatissimo”

L’ordinanza mette in luce come il settore dei rifiuti e dei sedimenti marini rimanga una delle frontiere più esposte alle infiltrazioni. Grazie alla compiacenza della burocrazia, il clan di Favara sarebbe riuscito a muoversi con agilità in un mercato che richiede autorizzazioni rigorose, trasformando i controlli regionali in un tappeto rosso per gli affari di Cosa Nostra.

WhatsApp vds