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Il Palazzo dei sogni e la fogna degli incubi: le due facce della giunta Basile a Santa Lucia sopra Contesse

- 07/03/2026
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A Santa Lucia sopra Contesse, la narrazione dell’amministrazione Basile si scontra con il mondo reale. Mentre si sbandierano cantieri faraonici da 650mila euro per l’ex asilo, tre famiglie vivono da mesi in ostaggio di uno scavo fognario lasciato aperto proprio sotto le finestre delle loro camere da letto.

C’era una volta la narrazione. Quella sensazionalistica, a reti unificate, dell’amministrazione Basile, fatta di annunci roboanti e rendering patinati. L’ultima per i cittadini messinesi recita testualmente: “L’ex asilo di Santa Lucia sopra Contesse diventa un condominio di case popolari”. Un trionfo di presunta efficienza, con tanto di piano da 650mila euro sbandierato sui giornali online per trasformare l’edificio in sette ridenti e sicurissime abitazioni. Applausi a scena aperta per il sindaco e la sua truppa, da poco – e strategicamente – dimessisi.

Da questi buchi esce di tutto: sciami di zanzare e ratti. Una vera e propria emergenza sanitaria servita a domicilio, a due passi dal futuro condominio da sogno.

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Peccato che, scendendo dal palcoscenico della propaganda ed entrando nel mondo reale, la musica cambi. E di parecchio. Proprio in aderenza all’area “miracolata” dalla futura riqualificazione, vivono tre famiglie tenute in ostaggio da tre mesi. Ostaggio di cosa? Di un banale allaccio alla rete fognaria comunale che l’amministrazione, così celere a sfornare comunicati stampa sui massimi sistemi, non è riuscita a portare a termine.

Emergenza sanitaria a cielo aperto

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Il risultato dell’incuria è una trincea a cielo aperto. Voragini spalancate, rigorosamente piazzate sotto le finestre delle camere da letto dei residenti, da cui non escono esattamente i fiori della primavera imminente. Da quei buchi esce di tutto: sciami di zanzare e, soprattutto, ratti. Non timidi topolini, ma esemplari di dimensioni tali da rappresentare un pericolo enorme e imminente, in particolare per la figlia minore della famiglia Gugliotta, costretta a vivere con questa minaccia fuori dalla porta. Una vera e propria emergenza sanitaria servita a domicilio, a due passi dal futuro “condominio da sogno”.

Il silenzio degli ex

I residenti, disperati e terrorizzati all’idea di cosa potrà fuoriuscire da quei crateri con l’arrivo della stagione calda, le hanno provate tutte. “Abbiamo sollecitato tutti quelli che potevano essere coinvolti”, raccontano, a partire dall’ormai ex assessore Massimo Minutoli. Il risultato? Zero. Le buche restano lì, spalancate, a perenne memoria dell’efficienza della macchina comunale.

La morale della favola

Se in novanta giorni non si riesce a chiudere una buca, con quale credibilità si promettono nuovi palazzi?

Se in ben novanta giorni la premiata ditta dell’amministrazione dimissionaria non è stata in grado di chiudere una buca e allacciare un tubo di scarico di tre abitazioni, con quale credibilità si promettono cantieri faraonici da 650mila euro? Tra la fantasia della narrazione politica e la dura realtà delle fogne a cielo aperto, purtroppo per i messinesi, a vincere sono sempre le seconde.

fogna a cielo aperto
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