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Messina, l’addio di Basile all’Aula senza applausi: passa il bilancio, ma è scontro totale sulle società partecipate

- 26/02/2026
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Basile se n’è andato, prima della fine della seduta, e senza ricevere gli “applausi” che un consigliere sui social sostiene che abbia ricevuto.

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Un addio dal sapore agrodolce quello di Federico Basile, che si è congedato ufficialmente dal Consiglio comunale di Messina nell’ultima e cruciale seduta del suo mandato amministrativo. Sul tavolo c’era l’approvazione del documento economico più rilevante per l’ente: il bilancio di previsione 2026-2027. Basile se n’è andato, prima della fine della seduta, e senza ricevere gli “applausi” che un consigliere sui social sostiene che abbia ricevuto.

I numeri dell’Aula e l’appello al rispetto

Il via libera alla manovra finanziaria è arrivato, ma ha fotografato fedelmente la spaccatura che attraversa Palazzo Zanca in questo rovente clima pre-elettorale. La votazione si è conclusa con le seguenti posizioni:

  • 13 voti favorevoli: espressione del blocco che sostiene l’Amministrazione.
  • 11 astenuti: una scelta decisiva che ha di fatto consentito l’approvazione del documento.
  • 2 voti contrari: arrivati dagli esponenti del Partito Democratico, Alessandro Russo e Felice Calabrò.

Nonostante le tensioni della vigilia, il primo cittadino ha scelto la via della diplomazia istituzionale per il suo discorso di commiato. «Volevo ringraziare ognuno di voi nel ruolo che ha ricoperto», ha dichiarato Basile rivolgendosi ai consiglieri. Pur riconoscendo il peso di incontri, scontri e critiche, a volte ritenute “eccessive”, il sindaco ha auspicato il mantenimento del reciproco rispetto umano, ringraziando apertamente sia la maggioranza che l’opposizione. L’augurio finale è stato rivolto al futuro della città: «Spero che il Consiglio continui a rappresentare sempre la popolazione e che si possa far camminare una città che a lungo è rimasta ferma».

Il fronte trasversale del “No” e il nodo della Messina Social City

Se le parole di Basile puntavano a una pacificazione formale, l’atmosfera in Aula è stata tutt’altro che conciliante. Nessun clima da “volemose bene” ha accompagnato il termine del mandato, ma piuttosto un netto sbarramento sulla visione economica della Giunta.

Le critiche più dure sono arrivate in modo compatto dal Centrodestra, attraverso i consiglieri di Fratelli d’Italia Dario Carbone e Libero Gioveni, e dal Centrosinistra, con gli esponenti dem Russo e Calabrò. Il fulcro della contestazione mossa alle scelte dell’Amministrazione ruota attorno all’architettura stessa del potere cittadino:

  • Il bilancio “blindato”: L’opposizione accusa la Giunta di aver presentato un documento economico chiuso a qualsiasi reale margine di manovra o confronto.
  • Lo svuotamento della “casa madre”: Secondo i critici, l’istituzione Comune è stata progressivamente spogliata delle proprie prerogative storiche e decisionali.
  • Lo strapotere delle partecipate: A beneficiare di questo accentramento operativo sarebbero ormai le società collegate all’ente. Nel mirino delle minoranze è finita in particolare la Messina Social City, accusata di fare la “parte del leone” nella gestione delle risorse.

Il mandato di Basile si chiude mettendo in cassaforte i conti del prossimo biennio, ma lasciando sul campo un’eredità politica infuocata che traccerà le linee di scontro dell’imminente campagna elettorale.

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