
Il presidente del Cda respinge la richiesta dell’Ars di bloccare il concorso a favore degli interinali: “Ci fermiamo solo con un ordine formale del governo”. Sullo sfondo, il nodo del piano di risanamento e l’ombra delle imminenti elezioni amministrative.

Il concorso pubblico per l’assunzione di 73 autisti all’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) non si ferma. Almeno fino a quando da Palazzo d’Orleans non arriverà uno stop formale e inequivocabile. A lanciare la palla nel campo del governo regionale è il presidente del Cda, Luigi Genovese, che gela le aspettative dell’Assemblea Regionale Siciliana all’indomani della risoluzione votata in commissione Territorio. Un documento che chiedeva l’esatto opposto: ritirare il bando per procedere alla stabilizzazione dei lavoratori interinali.
La linea dei vertici della partecipata è netta e l’avviso, che scadrà il prossimo 2 marzo, resta saldamente online. Attraverso una nota ufficiale, Genovese chiarisce la posizione del Consiglio di Amministrazione: se il governo dovesse indicare formalmente una via diversa, magari attraverso un intervento normativo mirato alla stabilizzazione, l’azienda è «pronta a procedere alla revoca dell’avviso e a dare immediata esecuzione al nuovo indirizzo». Senza atti formali, tuttavia, la procedura va avanti.
Il presidente, espressione del Mpa, blinda la sua decisione richiamando la legge e il piano di risanamento dell’Ast, varato appena due anni fa dallo stesso governo e dal Parlamento siciliano. Il documento parla chiaro: prevede la graduale interruzione del lavoro interinale tra il 2025 e il 2026, stabilendo che i nuovi ingressi — necessari per coprire i pensionamenti — avvengano «tramite concorsi».
Lo scontro politico e le accuse sui punteggi
A guidare il fronte del no al bando pubblico è il deputato di Sud Chiama Nord, Giuseppe Lombardo. Il parlamentare, sindaco di Roccalumera, si è speso con veemenza in difesa degli interinali storici, la cui forza lavoro permette attualmente all’azienda di reggersi in piedi.
Nel mirino delle critiche è finita anche l’architettura stessa dell’avviso pubblico, accusato di concedere troppa discrezionalità alla commissione esaminatrice: ben 50 punti assegnabili per l’esame di guida, a fronte di altri 50 per titoli ed esperienza lavorativa. Per Genovese, però, alimentare speranze di stabilizzazione fuori dal perimetro normativo è fuorviante: «Ogni diversa ricostruzione non corrisponde al quadro documentale e rischia di generare nei lavoratori aspettative non supportate da atti vigenti».
Il dilemma del Governo e il peso del voto
Tutti gli occhi sono ora puntati sull’esecutivo regionale, stretto in una morsa complessa. Da una parte c’è la pressione politica della commissione Territorio, dall’altra il rischio di sconfessare il proprio piano di rientro economico.
Le indicazioni restano sul filo dell’ambiguità. Se informalmente l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino avrebbe dato il via libera all’Ast per proseguire con il bando, in sede di commissione lo stesso assessore ha precisato di aver inviato due note all’azienda. La richiesta è di aggiornare il piano 2025-2029 e di valutare attentamente le dinamiche di reclutamento, in un’ottica di stringente necessità di ottimizzare i costi del personale.
Sullo sfondo di questo intricato braccio di ferro tecnico-giuridico, si staglia un nodo squisitamente politico: le prossime elezioni amministrative. La prospettiva di poter rivendicare politicamente 73 assunzioni a ridosso della scadenza elettorale trasforma la vicenda in una partita cruciale per gli equilibri dell’Isola.








