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Supercazzola politica di Basile – «Basile esegue il copione del capo». Scurria (Rete Civica) all’attacco: «Messina usata per potere»

- 07/02/2026
SCURRIA

Duro affondo di “Partecipazione” sulle dimissioni del sindaco: «Fuga dalle responsabilità e supercazzole che offendono l’intelligenza. La città è piegata agli interessi di un gruppo»

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MESSINA – Non è un passo indietro, è una diserzione. Marcello Scurria, anima di Rete Civica “Partecipazione”, non usa il fioretto per commentare le dimissioni del sindaco Federico Basile. La sua nota è una sciabolata che squarcia il velo della retorica istituzionale: «Scappano dalle responsabilità», attacca l’esponente civico, leggendo nell’addio del primo cittadino non un atto politico, ma l’ennesima manovra di palazzo.

Il cuore della critica di Scurria è tutto nella gerarchia dei ruoli andata in scena. Per Rete Civica, a Palazzo Zanca si è recitato un dramma a parti assegnate. «In assenza del mandante politico – tuona Scurria, con un chiaro riferimento a Cateno De Luca – l’esecutore ha recitato il copione scritto dal suo capo». Basile, dunque, viene degradato a semplice attore che, leggendo un testo non suo, avrebbe dipinto «una città vista dal palazzo e distante dalla realtà». Una narrazione edulcorata che, secondo Scurria, stride con i problemi reali vissuti quotidianamente dai messinesi.

Scurria non salva nulla delle motivazioni addotte per giustificare la crisi amministrativa. Le definisce brutalmente «supercazzole di basso livello», un termine colorito preso in prestito dalla commedia all’italiana per denunciare quello che considera un vuoto pneumatico di contenuti. Giustificazioni che, secondo l’esponente di Partecipazione, «offendono l’intelligenza dei Cittadini» e rivelano un mix letale di «irresponsabilità, disprezzo, arroganza e disinteresse».

La diagnosi finale è impietosa: «Messina è piegata all’interesse di un gruppo di potere». Per Scurria, l’intera operazione dimissioni ha «un solo obiettivo: usare la città per gli scopi politici del capo». Ma la nota si chiude con un barlume di speranza, che è anche una chiamata alle armi civica: «Ora si può cambiare». L’invito finale è alla riflessione collettiva: «Meditate, Messinesi, meditate». Un monito a non lasciarsi incantare dalla prossima campagna elettorale, ma a guardare alla sostanza di una gestione che, secondo Rete Civica, ha usato le istituzioni come un taxi.

basile11