
La donna, originaria di Trapani, era deceduta nel settembre dello scorso anno. Il 2 novembre la salma è stata prelevata dal cimitero su disposizione dell’autorità giudiziaria. Affidati gli accertamenti medico-legali alla professoressa Elvira Ventura Spagnolo.


BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Una morte inizialmente attribuita a cause naturali, un esposto e, oltre un anno dopo, la decisione della magistratura di approfondire le circostanze del decesso. La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto vuole chiarire che cosa sia realmente accaduto a una donna originaria di Trapani, morta nel settembre 2025 e sepolta nel cimitero della città del Longano.
Il 2 novembre scorso, su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma è stata prelevata dal cimitero per consentire nuovi accertamenti. Un passaggio investigativo legato agli interrogativi emersi dopo la presentazione di un esposto, che ha portato gli inquirenti a riesaminare le circostanze di una morte fino a quel momento ricondotta a cause naturali.
Al centro degli approfondimenti c’è anche l’ipotesi di possibili maltrattamenti in ambito familiare. In particolare, si vuole stabilire se la donna possa avere subito percosse da parte del convivente e se eventuali lesioni o traumi abbiano avuto un ruolo nel decesso. Si tratta, tuttavia, di circostanze ancora da accertare.
La Procura, diretta da Giuseppe Verzera, ha affidato gli accertamenti alla professoressa Elvira Ventura Spagnolo, specialista in medicina legale. Il suo compito sarà quello di esaminare la salma, ricercare eventuali segni riconducibili a lesioni traumatiche e fornire agli inquirenti elementi scientifici utili a ricostruire le cause del decesso. Il tempo trascorso dalla morte rappresenta un elemento di particolare rilievo per l’indagine. Dopo oltre un anno dalla sepoltura, lo stato di conservazione del corpo potrebbe condizionare la possibilità di riconoscere alcune lesioni. La valutazione dipenderà dalle condizioni riscontrate durante gli esami e dalle caratteristiche degli eventuali reperti.
L’indagine è dunque concentrata su due questioni distinte: verificare se la donna abbia subito maltrattamenti e accertare se eventuali condotte violente possano essere collegate alla sua morte. Una distinzione decisiva, perché anche l’eventuale riscontro di lesioni non dimostrerebbe, da solo, che siano state la causa del decesso.

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