


Tre piste per risolvere un delitto maturato nel cuore delle campagne tra Gangi e Nicosia, nel Palermitano. Gli investigatori lavorano a ritmo serrato per dare un volto a chi, ieri pomeriggio, ha freddato con due colpi di fucile al torace Alessandro Barreca, facoltoso imprenditore agricolo della zona.
Un agguato premeditato, un appuntamento rivelatosi una trappola mortale, oppure un incontro fortuito e fatale con dei ladri colti in flagrante: queste le ipotesi principali sul tavolo degli inquirenti. La chiave per dipanare il mistero potrebbe nascondersi nel telefono cellulare della vittima, già recuperato e sequestrato. L’analisi delle ultime chiamate e dei messaggi chiarirà se Barreca avesse in programma di incontrare qualcuno o se si trovasse lì esclusivamente per lavoro.
La dinamica delle sue ultime ore di vita inizia a delinearsi. Ieri Barreca aveva salutato i familiari spiegando di doversi recare nei campi per mettere al riparo i suoi asini, un accorgimento reso necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche. Poi, il vuoto. Il mancato rientro e l’assenza totale di comunicazioni hanno allarmato i parenti, spingendoli in caserma per denunciare la scomparsa. La tragica scoperta è avvenuta soltanto a notte fonda, sebbene i primi rilievi facciano risalire l’omicidio a diverse ore prima del ritrovamento.
Figura molto nota sul territorio, l’imprenditore aveva recentemente preso parte in prima linea alle proteste degli agricoltori contro il carovita. La sua morte violenta ha scosso profondamente non solo il Palermitano, ma anche la comunità religiosa siciliana: Barreca era infatti il cognato del vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa. La diocesi ragusana si è immediatamente stretta attorno al suo pastore, diffondendo una nota ufficiale per esprimere il massimo cordoglio e la vicinanza al prelato e a tutta la famiglia colpita dal lutto.


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