25 views 4 min 0 Comment

Sorelline scomparse e ritrovate a San Cataldo: il mistero delle 21 ore nel negozio e i silenzi del padre

- 21/09/2026

Il lieto fine c’è, ed è la fotografia di Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, portate in ospedale per accertamenti, spaventate ma in buone condizioni. La conclusione di 21 ore di angoscia a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, porta però con sé contorni ancora sfumati e interrogativi su cui indaga la Procura. Più che la storia di un allontanamento volontario, la vicenda assume i tratti di un enigma familiare su cui gli investigatori mantengono il massimo riserbo.

Tutto ha inizio venerdì sera, poco dopo le 20. Le bambine spariscono nel nulla. Il padre, Alessandro Costanza, esce in corso Vittorio Emanuele con il figlio decenne per comprare il pane. Al ritorno, delle due figlie non c’è traccia. L’uomo, tuttavia, sceglie di non allertare immediatamente le forze dell’ordine. «Ho fatto un giro per cercarle, ho pensato che non ci fosse bisogno di fare allarmismo. Volevo trovarle io», racconterà in seguito, definendo l’accaduto «una marachella». È solo sabato mattina che l’uomo si presenta in caserma per sporgere formale denuncia di scomparsa.

A quel punto si attiva la macchina delle indagini. Carabinieri, Polizia e volontari della Protezione Civile passano al setaccio il territorio, mentre l’attenzione si concentra sulle telecamere di videosorveglianza della zona. I video puntano dritti verso un negozio di articoli e abbigliamento a pochi passi dall’abitazione delle giovani. L’attività è gestita da una cittadina cinese che — dettaglio cruciale emerso con il passare delle ore — risulta essere l’attuale compagna di Costanza.

La svolta arriva sabato pomeriggio. Durante un pattugliamento mirato, viene notata una sagoma all’interno del locale commerciale. Le saracinesche si alzano e le sorelle vengono finalmente recuperate, dopo essere rimaste chiuse lì dentro per quasi un’intera giornata. «Non parlavano. Abbiamo chiesto loro se stessero bene e ci hanno detto di sì», ha raccontato uno dei volontari giunti sul posto.

La dinamica esatta resta il fulcro del lavoro della Procura. Secondo la versione del padre, le bimbe si sarebbero infilate di nascosto nel negozio. «Io ero convinto che fossero uscite — ha dichiarato l’uomo — Invece la ragazza ha calato la saracinesca e loro erano ancora dentro». La titolare dell’attività, sentita ripetutamente in caserma, aveva inizialmente riferito ai cronisti di aver visto le bambine entrare nel proprio locale intorno alle 19.40, omettendo l’epilogo della serata. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che le due si siano nascoste volontariamente nel bagno per sfuggire al controllo degli adulti.

I Carabinieri lavorano per allineare le tempistiche e sciogliere le incongruenze di una storia complessa. Costanza ha attualmente in affidamento tutti i sei figli, vivendo una delicata fase di separazione dalla moglie, residente in un’altra città. Nel 2023 la coppia era stata al centro di una segnalazione per presunti maltrattamenti, culminata nel temporaneo affidamento dei minori a una struttura protetta.

«I figli sono un dono prezioso di Dio e come tale sacro e inviolabile», aveva scritto il padre sui social, in un post carico di emotività pubblicato durante le ricerche. Ma ora le dichiarazioni pubbliche e private sono sottoposte a scrupolosa verifica. Gli inquirenti puntano a capire se quel prolungato silenzio notturno sia stato soltanto il frutto dell’eccessiva sicurezza di un genitore convinto di poter ritrovare le figlie in autonomia, o se l’apparente normalità di quelle ore nasconda una verità diversa, costata a due bambine una notte di paura nel buio di un negozio.

Benedetta e Domitilla sono state trasferite in una comunità protetta insieme agli altri quattro fratelli.