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Firme di Sud chiama Nord, scontro al Tar di Catania. Decisione attesa entro domani sulle elezioni di Messina

- 20/10/2026
Firme di Sud chiama Nord, scontro al Tar di Catania. Decisione attesa entro domani sulle elezioni di Messina

Udienza dai toni accesi tra i legali delle parti. Il collegio si è riservato la decisione: dispositivo entro mercoledì 21 ottobre, motivazioni nei successivi dieci giorni. Sullo sfondo il precedente di Barcellona Pozzo di Gotto, mentre si prepara un nuovo ricorso al Cga.

Firme di Sud chiama Nord, scontro al Tar di Catania. Decisione attesa entro domani sulle elezioni di Messina
Firme di Sud chiama Nord, scontro al Tar di Catania. Decisione attesa entro domani sulle elezioni di Messina

L’udienza è finita, la battaglia giudiziaria no. Al Tribunale amministrativo regionale di Catania, questa mattina, il confronto sulla regolarità delle liste di Sud chiama Nord presentate alle elezioni comunali di Messina si è trasformato in uno scontro particolarmente acceso tra gli avvocati delle parti contrapposte. Toni aspri, posizioni distanti e una questione destinata a incidere sulla tenuta dell’amministrazione guidata da Federico Basile. Il collegio ha trattenuto i ricorsi in decisione. Il dispositivo della sentenza è atteso entro domani, mercoledì 21 ottobre, ma potrebbe essere depositato già nella serata di oggi. Per conoscere le motivazioni complete bisognerà attendere fino a dieci giorni, secondo i termini previsti dal rito elettorale.

Al centro della controversia c’è la legittimità delle procedure utilizzate per presentare le liste collegate al sindaco Federico Basile, rieletto al primo turno lo scorso maggio. Una vicenda iniziata durante la campagna elettorale, proseguita con i ricorsi e arrivata adesso al primo pronunciamento sulla regolarità delle operazioni elettorali.

Due ricorsi e una questione decisiva

Sono due i procedimenti discussi davanti ai giudici amministrativi. Il primo è stato presentato dagli avvocati Roberto Materia e Giuseppe Losi, nell’interesse dei cittadini Michele Laghezza e Giuseppe Currò. Il secondo porta le firme degli avvocati Paolo Starvaggi e Angelo Giorgianni, che rappresentano Salvatore Bucceri, candidato al Consiglio comunale nella lista Rinascita Messina collegata a Gaetano Sciacca, e il cittadino Sebastiano Dibilio. La contestazione riguarda l’applicazione dell’esenzione dalla raccolta delle sottoscrizioni elettorali, utilizzata per quattordici delle quindici liste presentate a sostegno di Basile.

Assume particolare rilevanza, anche in questo caso come in quello di Barcellona, che non sia stato richiesto ed acquisito il parere della Regione in merito che era stato dichiarato non ostensibile nelle more della tornata elettorale.

Il precedente di Barcellona e le motivazioni dei giudici

Sul tavolo pesa inevitabilmente la sentenza pronunciata all’inizio di ottobre dal Tar sul caso di Barcellona Pozzo di Gotto. In quella circostanza i giudici hanno respinto in parte e dichiarato inammissibili per altri profili le contestazioni relative alle liste collegate alla sindaca Melangela Scolaro, espressione di Sud chiama Nord. Le motivazioni, depositate il 12 ottobre, hanno chiarito l’orientamento del collegio: la normativa regionale non stabilisce alcun limite quantitativo all’esenzione dalla raccolta delle firme. Secondo i magistrati, introdurre per via interpretativa il principio di una sola lista esentata per ciascun partito significherebbe aggiungere alla legge una restrizione che il legislatore non ha previsto. Un passaggio significativo per la difesa di Basile, ma non risolutivo per il procedimento messinese.

La decisione di Barcellona non vincola il collegio chiamato a pronunciarsi sulle elezioni di Messina. I giudici dovranno valutare autonomamente le contestazioni e la documentazione relativa alla presentazione delle liste nel capoluogo. Intanto, proprio sul fronte di Barcellona, si prepara un ulteriore passaggio giudiziario. I legali dei ricorrenti stanno predisponendo l’appello al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, che sarà chiamato, qualora l’impugnazione venga formalizzata, a riesaminare la controversia.

Le conseguenze della decisione

Il dispositivo atteso entro domani chiarirà se il Tar abbia accolto o respinto le domande dei ricorrenti, oppure se abbia ravvisato ragioni processuali di inammissibilità. Un eventuale accoglimento imporrebbe di esaminare attentamente la portata dell’annullamento disposto dai magistrati e le conseguenze sugli organi elettivi. Non ogni irregolarità contestata determina automaticamente l’annullamento integrale delle elezioni. In caso di rigetto, resterebbe confermato in primo grado l’esito delle amministrative dello scorso maggio. In entrambi i casi, le parti potranno valutare l’impugnazione davanti al Consiglio di giustizia amministrativa, secondo le procedure e i termini previsti dal rito elettorale.

A Palazzo Zanca si attende dunque il primo verdetto del giudizio successivo alle elezioni. Quello di oggi è stato l’ultimo confronto orale prima della decisione. Entro mercoledì 21 ottobre il deposito del dispositivo, poi le motivazioni e l’eventuale apertura del secondo grado di giudizio.

Firme di Sud chiama Nord, scontro al Tar di Catania. Decisione attesa entro domani sulle elezioni di Messina
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.