


Il governo accelera per disinnescare la crisi dell’autotrasporto ed evitare la paralisi della logistica nazionale, mettendo in campo una strategia su due fronti: immissione immediata di liquidità e fermezza sull’ordine pubblico. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato lo sblocco di 430 milioni di euro già a bilancio. Per bypassare le strettoie burocratiche e alleviare il peso del caro-costi, i primi bonifici alle imprese partiranno entro questa settimana.
L’impegno finanziario dell’esecutivo prevede un imminente potenziamento con ulteriori 150 milioni, destinati al credito d’imposta per il settore e alla sterilizzazione dei rincari sui noli marittimi derivanti dalla tassa europea sulle emissioni (Ets). Proprio contro le regole Ue si è scagliato Salvini, definendole “fuori dal mondo e fuori dal tempo”. Nel mirino ci sono i vincoli ecologici che attualmente paralizzano oltre mezzo miliardo di euro destinato al rinnovo del parco mezzi. Considerando che il 90% delle merci italiane viaggia su gomma, il Mit promette battaglia a Bruxelles e garantisce interventi mirati per sostenere l’intermodalità e i collegamenti con Sicilia e Sardegna.
Il pacchetto di misure va oltre il solo perimetro economico. Per far fronte alla carenza di personale, il ministero sta studiando il taglio dei costi per conseguire le patenti professionali e l’innalzamento volontario del limite d’età per i camionisti da 68 a 70 anni, previo superamento dei controlli sanitari, per allineare l’Italia agli standard comunitari.
Sul piano dell’ordine pubblico è il viceministro Edoardo Rixi, impegnato in Prefettura a Milano a margine del Consiglio dei ministri, a dettare la linea. Il diritto di sciopero è sacrosanto, ma i blocchi stradali e portuali prolungati non sono più un’opzione accettabile. L’obiettivo primario è impedire che gli effetti dell’ostruzionismo colpiscano le forniture a ospedali, farmacie e supermercati.
La doppia tornata di consultazioni convocata dal Mit – con le sigle nazionali al mattino e le territoriali al pomeriggio – ha iniziato a raffreddare la tensione. In Sicilia, Puglia e Campania diversi presidi sono stati levati per garantire il transito dei beni essenziali, sebbene rimangano snodi caldi come il porto di Napoli. L’auspicio del governo è un rientro dei fermi in tempi brevissimi: messe sul tavolo le risorse e avviate le modifiche legislative, l’esecutivo chiede senso di responsabilità per ripristinare la normale circolazione delle merci nel Paese.


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