


Il sindacato sollecita un'audizione e una verifica ispettiva sulle prestazioni infermieristiche in regime di incentivazione
La UIL Funzione Pubblica di Messina si rivolge al competente Dipartimento dell'Assessorato regionale della Salute in merito alle prestazioni infermieristiche effettuate in regime di incentivazione nell'ambito del servizio SEUS 118 presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina, chiedendo un'audizione formale e un intervento regionale per fare chiarezza. La vertenza è al centro di una nota diffusa dal sindacato, che fa seguito alle comunicazioni del 25 settembre e alla contestazione formale del 6 ottobre. Secondo quanto evidenziato dalla UIL FP, la questione riguarda il mancato riconoscimento economico delle ore di attività incentivata 118 svolte in presenza di un presunto debito orario istituzionale. "Abbiamo formalmente contestato la posizione assunta dall'Azienda – dichiara Livio Andronico, Segretario Generale Territoriale della UIL FP Messina – perché, a nostro avviso, vengono sovrapposti due istituti aventi natura e disciplina differenti: da una parte l'eventuale debito orario derivante dall'attività istituzionale, dall'altra le prestazioni incentivate rese nell'ambito del servizio di emergenza-urgenza SEUS 118". Il sindacato pone l'accento sulla necessità di veder chiaro sul meccanismo applicato. "Il punto per noi è molto semplice – prosegue Andronico –: se un lavoratore è stato autorizzato a svolgere attività incentivata per il 118 e quella prestazione è stata concretamente effettuata, occorre chiarire sulla base di quale specifica disposizione normativa, contrattuale o regolamentare il relativo compenso possa non essere corrisposto in relazione a un debito orario riferibile all'attività istituzionale. È esattamente questo il chiarimento che abbiamo chiesto e sul quale riteniamo necessario un pronunciamento della Regione". Per definire la vicenda, la UIL FP Messina ha richiesto un'audizione al Dipartimento regionale mettendo a disposizione la documentazione disponibile, che comprende la prima segnalazione, la risposta dell'A.O.U. "G. Martino" e la contestazione sindacale. Contestualmente, viene chiesta una verifica ispettiva presso l'azienda ospedaliera per analizzare gli atti relativi alla contabilizzazione e alla liquidazione delle prestazioni, verificandone la conformità normativa. "Non chiediamo interpretazioni di comodo – conclude Livio Andronico – ma regole certe, trasparenti e uguali per tutti. Parliamo di infermieri che hanno assicurato prestazioni nell'ambito di un servizio essenziale come il 118. La Regione verifichi gli atti, chiarisca definitivamente quale disciplina debba essere applicata e, qualora emergano somme dovute e non corrisposte, si proceda alla loro regolarizzazione. Il lavoro effettuato deve essere correttamente riconosciuto e remunerato".










