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Auto blu per la spesa, le piante e la droga: la Corte dei Conti condanna Gianfranco Miccichè

- 29/09/2026

L’uso spregiudicato della vettura istituzionale presenta il conto. I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti hanno condannato l’ex presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, per danno erariale. Una sentenza netta, depositata ieri ma risalente allo scorso 10 giugno e anticipata dal sito web del quotidiano La Sicilia, che quantifica al centesimo il costo delle abitudini private dell’esponente politico caricate sulle spalle delle casse pubbliche.

Miccichè dovrà versare 31.103 euro, a cui si aggiungono altri 11.660 euro in solido con il suo ex autista, Maurizio Messina, in favore dell’Assemblea Regionale Siciliana. Anche per l’ex autista il conto è salato: dovrà sborsare 13.591 euro, sanzione che va a sommarsi a una precedente condanna per danno d’immagine incassata sempre davanti alla magistratura contabile poche settimane fa. Insieme, i due dovranno inoltre rimborsare allo Stato 1.669 euro di spese legali.

A restituire l’esatta misura della vicenda è il dettaglio delle contestazioni mosse dalla Procura regionale. Secondo l’accusa, decine di episodi documentano “gravi illeciti nell’utilizzo dell’autovettura di servizio”, trasformata di fatto in un mezzo privato per le incombenze quotidiane. L’auto blu veniva impiegata regolarmente per la spola tra Palermo e Cefalù, trasportando familiari ed esponenti della segreteria, ma anche per sbrigare commissioni che nulla avevano a che fare con il ruolo istituzionale: a bordo dell’auto di Stato viaggiavano piante, medicine e generi alimentari destinati alle esigenze personali di Miccichè. Il quadro delineato si aggrava ulteriormente alla luce di sette specifici episodi in cui la vettura pubblica sarebbe stata utilizzata persino per “l’acquisto di sostanze stupefacenti”.

Il pronunciamento contabile rappresenta tuttavia solo un primo tassello. La vicenda prosegue infatti sul fronte penale, dove l’ex numero uno di Palazzo dei Normanni si prepara ad affrontare un processo in cui dovrà rispondere delle pesanti accuse di peculato e truffa.

Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.