
Il Partito Democratico apre alla città il disegno di legge «Messina, Porta del Mediterraneo», primo firmatario il senatore Antonio Nicita.
Hyerace: «Una proposta che guarda ai prossimi dieci anni e che mettiamo a disposizione della città»

MESSINA – Lunedì 28 settembre, alle ore 10, il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca ospiterà un confronto pubblico sul disegno di legge «Messina, Porta del Mediterraneo», depositato al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Antonio Nicita, vice capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama, che sarà presente all’incontro.
L’iniziativa è promossa dalla Federazione provinciale del Partito Democratico di Messina, che ha invitato le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, gli ordini professionali, l’Università, le istituzioni locali, il terzo settore e le realtà economiche e sociali del territorio.
«Non sarà una presentazione, ma un confronto. Il disegno di legge è depositato e adesso deve essere discusso con chi questa città la rappresenta ogni giorno: chi produce, chi lavora, chi amministra, chi fa ricerca», dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico Armando Hyerace.
«Chiediamo valutazioni e osservazioni, i contributi che raccoglieremo confluiranno nel lavoro parlamentare sul testo. Una proposta che prova a delineare lo sviluppo di Messina per i prossimi dieci anni e che vogliamo mettere a disposizione della città e discuterla nel merito».
Il provvedimento si articola in sette capi e ventisette articoli, con una dotazione complessiva di un miliardo di euro per il quinquennio 2027-2031. Fra le misure previste: una piattaforma logistica integrata dello Stretto, il polo della cantieristica e dell’economia del mare, l’istituzione di una Zona economica speciale integrata dello Stretto distinta dalla ZES unica per il Mezzogiorno, la decontribuzione per le assunzioni stabili, un fondo per il rientro dei giovani qualificati, l’ammodernamento della rete idrica e la gratuità del traghettamento per residenti e imprese del territorio.
«Messina è il principale nodo di continuità territoriale tra la Sicilia e il continente, ma non trattiene il valore che produce. Parliamo del primo porto d’Europa per traffico passeggeri, e allo stesso tempo di un territorio con un tasso di disoccupazione del 19,3 per cento e retribuzioni medie annue intorno ai 16.500 euro, inferiori di oltre 6.000 euro alla media nazionale. Ogni anno si perdono più di mille residenti», ha dichiarato il senatore Nicita illustrando il provvedimento.
«Non si tratta di spesa aggiuntiva, ma di una diversa allocazione di risorse già esistenti, finalizzata a produrre effetti concreti su lavoro, infrastrutture e sviluppo. E Messina è strategica indipendentemente dal ponte: senza investimenti resta un collo di bottiglia, con il ponte rischia di essere bypassata».








