

Il bilancio della tragedia di Pistunina si aggrava: c’è la certezza di una quinta vittima.
L’evidenza drammatica emerge dai resti recuperati sia sul luogo del disastro, sia all’interno del parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio, l’area in cui è stata trasferita la parte più consistente dei detriti del cedimento.
Da una prima disamina, i frammenti rinvenuti non appartengono a nessuna delle quattro vittime già accertate.
Per dare un nome alla quinta vittima sarà indispensabile il riscontro della genetica. Le indagini e l’estrazione del DNA sono state affidate agli specialisti del Ris dei Carabinieri, che avvieranno le complesse procedure all’inizio della prossima settimana.
Le indagini si concentrano al momento su due direttrici. L’ipotesi ritenuta più plausibile è che i resti appartengano a uno dei due dispersi che ancora mancano all’appello: Santino Magazzù o il cittadino cingalese Lairu Warna-Kulasuriya. Gli inquirenti, tuttavia, mantengono il massimo rigore scientifico: sarà necessario escludere in modo categorico che le tracce possano appartenere ad altre persone la cui presenza all’interno dell’immobile, al momento dell’improvviso collasso strutturale, non era nota o preventivata.
Nel frattempo, la macchina dei rilievi non si ferma. I medici legali incaricati, la professoressa Elvira Ventura Spagnolo e il dottor Gennaro Baldino, continuano il loro delicato lavoro sui reperti. L’obiettivo è duplice: fornire agli investigatori dell’Arma ogni elemento utile per agevolare e accelerare il riconoscimento, e imprimere la massima celerità all’iter medico-legale.
La chiusura rapida di questa fase è ritenuta fondamentale per consentire il rilascio del nulla osta al trasferimento delle salme. Un passo atteso con profondo dolore dalla famiglia Leone, che ha manifestato la volontà di voler celebrare i funerali contemporaneamente per tutte le sue vittime, stringendosi in un unico rito d’addio.








