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Agosto

PNRR e Infrastrutture, Musolino (IV) in Senato: “Il decreto del ‘canto del cigno’. Il governo trucca la contabilità per nascondere l’incapacità di spesa”

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Roma, 4 Agosto 2026 – “Se dovessi dare un nome a questo provvedimento, lo chiamerei il decreto del ‘canto del cigno’,” ha dichiarato in Aula la senatrice Dafne Musolino. “La musica è finita, i suonatori possono tornare a casa, ma prima di farlo il governo si mette il ferro dietro la porta, cercando di sistemare i conti per evitare di lasciare le briciole a chi verrà dopo.”

Le dichiarazioni della senatrice vicecapogruppo di Italia Viva – Casa Riformista oggi in Senato nell’ambito della discussione in merito alla conversione in legge del decreto-legge 107/2026, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del PNRR. Un provvedimento che certifica la resa dell’Esecutivo di fronte all’incapacità di raggiungere gli obiettivi del PNRR in settori cruciali come asili nido, studentati e sanità pubblica. Oltre a distribuire fondi a pioggia per interventi micro-territoriali, il reale obiettivo del decreto è una profonda modifica delle regole di contabilità pubblica tramite l’introduzione del principio accrual. Una mossa tecnica che consente di
sganciare il bilancio dello Stato dagli effettivi movimenti di cassa, permettendo al governo
di camuffare i ritardi nei pagamenti e nascondere le somme non spese entro le scadenze
europee.

Sulla revisione contabile, Musolino esprime un concetto netto: “Stiamo assistendo a un trucco. L’adeguamento al principio accrual serve esattamente a questo: non registrare le spese del PNRR nel momento in cui vengono effettivamente pagate, ma quando il fatto diventa giuridicamente esistente. Questo stratagemma permette di svincolare i pagamenti dal bilancio. È la messa in pratica di quanto aveva già preannunciato il ministro Giorgetti: rassicurare le amministrazioni dicendo che i soldi ci sono, per poi rendicontarli con comodo in futuro, nascondendo il fatto che non sono stati spesi entro i termini previsti.
La senatrice ha infine stigmatizzato i contenuti eterogenei del decreto: “In questo calderone troviamo di tutto, dai 2,5 milioni di euro per un ascensore a Tropea che colleghi il mare col centro cittadino, all’affidamento diretto e senza gara di servizi alla società in house ALES. Il governo distribuisce le carte per cercare di avere la mano vincente, ma a rimetterci sono la trasparenza dei conti pubblici e le reali esigenze dei cittadini.