
I rubinetti a secco da settimane nei villaggi, in particolare a Spartà, rendono la situazione invivibile. Chiesta la mobilitazione di Prefettura e Protezione Civile. Il paradosso delle docce funzionanti in spiaggia.

MESSINA, 4 agosto 2026 – La grave crisi idrica che da settimane attanaglia i villaggi della zona nord di Messina, con Spartà in prima linea, non ha ancora trovato una soluzione. A denunciare una situazione ormai “ai limiti dell’invivibilità” complice l’estate torrida, sono Federconsumatori e Cgil Messina, che puntano il dito contro l’inadeguatezza degli interventi messi in campo finora da Amam.
Le sigle sindacali evidenziano un cortocircuito inaccettabile: mentre l’azienda non sembra ancora essere venuta a capo delle cause del disservizio nelle abitazioni, le docce installate sulle spiagge della stessa zona continuano a erogare acqua con un flusso costante. Un paradosso che dimostra, secondo i sindacati, come all’origine del problema non vi sia un’effettiva carenza delle fonti di approvvigionamento, ma un’evidente criticità nella gestione della rete.
Di fronte a un quadro sempre più precario, Federconsumatori e Cgil alzano il livello dell’allarme e chiedono l’intervento immediato della Prefettura e della Protezione Civile, a tutela di cittadine e cittadini a cui viene di fatto negato un diritto fondamentale.
L’emergenza, inoltre, non si limita esclusivamente alla fascia costiera settentrionale. I rappresentanti dei consumatori e dei lavoratori hanno posto all’attenzione dell’amministrazione comunale come la problematica investa ancora ampie porzioni del territorio cittadino.
“Siamo passati dalla promessa dell’acqua h24 a disagi h24”, denunciano senza mezzi termini le due organizzazioni. La richiesta rivolta al Comune è chiara: mettere la gestione idrica di Messina in cima all’agenda e al centro del dibattito politico cittadino, abbandonando gli interventi tampone a favore di soluzioni strutturali.








