Il corpo recuperato dai vigili del fuoco si trovava negli appartamenti dei piani superiori. Sessanta operatori impegnati tra macerie e fiamme. La Procura indaga sulle cause del cedimento e sui lavori in corso al piano terra

MESSINA – È di Carmelo Leone, commerciante e proprietario dell’intera struttura, il corpo estratto dalle macerie della palazzina crollata nel quartiere di Pistunina, nella zona sud di Messina. La conferma dell’identità della vittima ha spento le residue speranze alimentate durante le prime ore delle operazioni di soccorso.
«Abbiamo trovato una persona che, per il punto in cui è stata rinvenuta, si trovava negli appartamenti del piano superiore», aveva dichiarato Michele Burgio, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina.
Le operazioni proseguono in uno scenario estremamente complesso. Circa sessanta vigili del fuoco sono impegnati tra le macerie dell’edificio, mentre un incendio ancora attivo continua a ostacolare l’accesso alle aree interessate dal crollo.
«Abbiamo molte difficoltà perché l’incendio non ha smesso di bruciare e questo ha reso tutto più complicato. Gli operatori hanno difficoltà a intervenire. Stiamo indagando sulle origini del crollo, ma al momento non possiamo fornire una spiegazione definitiva», ha aggiunto Burgio.
La morte di Carmelo Leone trasforma il cedimento della palazzina in una tragedia che scuote l’intera città. Resta adesso da comprendere come un edificio di tre piani, realizzato negli anni Ottanta, abbia potuto accartocciarsi improvvisamente su se stesso durante un pomeriggio di luglio.
L’inchiesta della Procura
La Procura di Messina ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato di disastro colposo. L’indagine è coordinata dalla sostituta procuratrice di turno Anita Siliotti. Alla luce del ritrovamento della vittima, il quadro delle contestazioni potrebbe successivamente ampliarsi sulla base delle risultanze investigative.
Sul luogo del crollo sono intervenuti anche il procuratore capo Antonio D’Amato e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Lucio Arcidiacono. I militari del Reparto operativo e della Compagnia Messina Sud stanno acquisendo documenti, raccogliendo testimonianze e ricostruendo quanto avvenuto nelle ore precedenti al cedimento.
Un elemento decisivo sarà rappresentato dalla relazione tecnica dei vigili del fuoco. Gli accertamenti dovranno stabilire da quale punto sia partito il collasso e se siano stati compromessi pilastri, travi o altri elementi portanti della struttura.
I lavori al piano terra
L’attenzione degli investigatori è concentrata anche sui lavori di ristrutturazione che sarebbero stati in corso al piano terra dell’edificio, nei locali destinati ad accogliere un nuovo supermercato.
Gli operai presenti nel cantiere sarebbero riusciti ad allontanarsi pochi istanti prima del crollo, dopo aver percepito alcuni segnali anomali provenienti dalla struttura.
Gli inquirenti dovranno ora verificare la natura e l’entità degli interventi, l’esistenza delle necessarie autorizzazioni e la conformità delle opere rispetto ai progetti depositati. Sarà inoltre necessario accertare se i lavori abbiano interessato, direttamente o indirettamente, elementi strutturali dell’edificio.
Al momento non esistono conclusioni definitive né possono essere anticipate responsabilità. Le risposte dovranno arrivare dagli accertamenti tecnici e documentali disposti dalla magistratura.
Mentre continuano le ricerche tra le macerie, Messina piange Carmelo Leone. Parallelamente al dolore, resta l’urgenza di chiarire come una normale giornata di lavoro si sia trasformata in una tragedia e perché un’intera palazzina sia crollata in pochi istanti.




