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Crollo di Pistunina, sotto esame un pilastro distrutto: è il punto chiave per ricostruire le cause

- 31/07/2026

I Vigili del fuoco hanno isolato l’elemento strutturale per sottoporlo agli accertamenti. Dopo il recupero del corpo di Carmelo Leone restano cinque dispersi. Le ricerche proseguono tra macerie instabili e focolai ancora attivi

MESSINA – Potrebbe essere un pilastro distrutto a fornire le prime risposte sulle cause del devastante crollo dell’edificio di Pistunina. I Vigili del fuoco hanno isolato l’elemento strutturale, sottraendolo per quanto possibile al caos delle macerie, e stanno concentrando su di esso gli accertamenti tecnici destinati a ricostruire la dinamica del cedimento.

Quel pilastro rappresenta adesso uno dei reperti più importanti dell’intero scenario. Dovrà essere verificato se il suo danneggiamento sia stato una conseguenza del collasso generale oppure se, al contrario, possa avere avuto un ruolo nell’innesco del crollo a catena dei piani superiori. Al momento, tuttavia, non esiste ancora una spiegazione definitiva e ogni conclusione sarebbe prematura.

Le ipotesi iniziali restano quelle indicate dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco Michele Burgio: un cedimento strutturale oppure uno scoppio. Anche il forte boato avvertito nella zona non costituisce, da solo, la prova di un’esplosione, perché potrebbe essere stato prodotto dallo stesso collasso dell’edificio. Saranno quindi l’esame del pilastro, l’analisi delle macerie, le verifiche sugli impianti e le testimonianze raccolte a dover chiarire la successione degli eventi.

L’attività investigativa, però, continua a procedere parallelamente alla priorità assoluta: cercare le persone ancora sotto le macerie. Il bilancio provvisorio è drammatico. Il corpo recuperato dai Vigili del fuoco è stato identificato in Carmelo Leone, commerciante e proprietario della struttura. Era rimasto incastrato sotto un solaio nell’area occupata dalle abitazioni sovrastanti i locali commerciali.

Restano cinque i dispersi: Sara e Rosa Leone, sorelle di Carmelo; Santino Magazzù, marito di Rosa; Lhairu Warnakulasuriya, cittadino dello Sri Lanka che prestava servizio presso la famiglia; e Alessandra Frazzica, la giovane messinese che lavorava come commessa nel bazar gestito da cittadini cinesi al piano inferiore dell’edificio.

Per loro le ricerche non si sono mai fermate. Le squadre specializzate Usar, affiancate dalle unità cinofile, stanno lavorando seguendo le indicazioni fornite dai familiari, dai testimoni e dagli operai rimasti feriti. Ogni spostamento delle macerie viene effettuato con estrema cautela, sia per evitare ulteriori cedimenti sia per non compromettere eventuali spazi nei quali potrebbero trovarsi i dispersi.

A rendere ancora più complesso l’intervento è l’incendio che continua a covare sotto i detriti. Il calore, i fumi e la possibile presenza di gas infiammabili costringono i soccorritori a operare in condizioni estremamente rischiose, rallentando inevitabilmente le operazioni di scavo.

Il pilastro isolato resta dunque al centro della futura ricostruzione tecnica, ma in queste ore l’attenzione rimane concentrata soprattutto sulle cinque persone che mancano ancora all’appello. Soltanto dopo la conclusione delle ricerche e la messa in sicurezza dell’area potranno iniziare gli esami approfonditi necessari a stabilire se la tragedia sia stata provocata dal cedimento di un elemento portante, da una deflagrazione o da una concatenazione di cause.

A Pistunina, mentre i tecnici cercano risposte tra il cemento spezzato e i ferri contorti, continua una corsa contro il tempo alimentata dalla speranza di trovare ancora qualcuno in vita.