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Caldo africano sulla Sicilia, Palermo e Catania da bollino rosso. Messina resta in arancione

- 31/07/2026

Nel fine settimana l’ondata di calore raggiungerà il picco. Domenica allerta massima nelle due principali città siciliane, mentre lo Stretto rimarrà al livello 2. A preoccupare non sono soltanto le temperature, ma soprattutto l’elevata umidità e l’afa notturna

La Sicilia si prepara ad affrontare un fine settimana segnato dal caldo intenso e da condizioni climatiche potenzialmente pericolose per la salute. L’ultima ondata di calore africano che sta interessando l’Italia porterà Palermo e Catania nella fascia di allerta massima prevista dal ministero della Salute.

Sabato 1 agosto le due città saranno ancora classificate con il bollino arancione, corrispondente al livello 2: una condizione che può determinare conseguenze soprattutto per anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti particolarmente vulnerabili.

La situazione peggiorerà domenica 2 agosto, quando Palermo e Catania passeranno al livello 3, il bollino rosso. Si tratta dell’allerta più elevata, collegata a condizioni meteorologiche che possono produrre effetti negativi sulla salute non soltanto delle persone fragili, ma dell’intera popolazione.

Diverso il quadro previsto per Messina. La città dello Stretto resterà in fascia arancione sia sabato sia domenica, mantenendosi un gradino sotto l’allerta massima. Insieme ad Ancona, Bari e Reggio Calabria, Messina sarà tra le poche città monitorate dal ministero a non entrare nella zona rossa durante il fine settimana.

L’assenza del bollino rosso, tuttavia, non esclude condizioni di forte disagio. Le temperature elevate, unite all’umidità, potranno rendere l’aria particolarmente pesante e aumentare sensibilmente il caldo percepito.

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, l’Italia è investita dalla quarta ondata di calore africano della stagione. In diverse aree del Centro-Nord i valori potranno superare i 40 gradi, mentre in Sicilia il principale elemento di criticità sarà rappresentato dall’afa.

La zona sud-occidentale dell’isola figura infatti tra i territori nei quali l’elevata umidità potrebbe far salire la temperatura percepita fino a circa 44 gradi, anche in presenza di valori reali inferiori ai 40. Condizioni analoghe sono previste nella Pianura Padana, nella Liguria di Levante, nel Valdarno e lungo le coste del Lazio e della Campania.

Quando l’aria è carica di umidità, il sudore evapora con maggiore difficoltà e l’organismo perde parte della propria capacità di disperdere il calore. Il risultato è una sensazione termica molto più alta rispetto a quella indicata dal termometro e un aumento del rischio di disidratazione, colpi di calore e malori.

Il bollettino nazionale restituisce l’immagine di un’ondata particolarmente estesa. Sabato saranno 19, su 27 monitorate, le città contrassegnate dal bollino rosso. Domenica saliranno a 23. Praticamente tutta la Penisola sarà interessata dall’allerta massima, con le sole eccezioni di Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria.

Il caldo non dovrebbe esaurirsi con il fine settimana. Dopo il picco, le temperature potrebbero diminuire di uno o due gradi, senza però produrre un miglioramento sostanziale. L’aumento dell’umidità rischia infatti di rendere ancora più pesanti le ore serali e notturne, ostacolando il riposo e il recupero fisico.

L’afa potrebbe accompagnare l’Italia almeno fino all’8 o al 10 agosto, proprio mentre spiagge e località turistiche siciliane si riempiono per l’avvio delle ferie estive.

Restano fondamentali le consuete precauzioni: evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, limitare l’attività fisica all’aperto, bere frequentemente e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. Anche durante la notte sarà necessario mantenere gli ambienti il più possibile freschi e ventilati, perché il mancato abbassamento delle temperature può impedire all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno.