Il dirigente nazionale Carlo Callegari sostiene l’esposto in Procura e accusa l’Amministrazione: «Avevamo già lanciato l’allarme, il Comune ha ignorato le richieste. Piena solidarietà alla volontaria Raffaella Bottaro».
Messina, 22 luglio 2026 – «L’iniziativa della senatrice Dafne Musolino trova il nostro pieno e incondizionato appoggio. Quanto sta accadendo a Santa Teresa di Riva non è solo una strage di animali innocenti, ma un vero e proprio problema di ordine pubblico, aggravato da un clima di intimidazione mafiosa e inaccettabile». Così Carlo Callegari, dirigente nazionale del Partito Animalista Italiano, interviene a gamba tesa sull’escalation di violenza contro le colonie feline nelle zone di Sparagonà e Cantità.
Il Partito Animalista, che si era già esposto duramente nelle scorse settimane denunciando le prime sparizioni e le morti sospette, punta nuovamente il dito contro l’attendismo delle istituzioni. «Avevamo già chiesto interventi tempestivi prima che la situazione precipitasse, ma i nostri appelli si sono scontrati con un muro di gomma», prosegue Callegari. «Condividiamo l’analisi della senatrice: non bastano le letterine di rito alla Prefettura o all’Asp per scaricare il barile. Un’Amministrazione che vuole difendere il proprio territorio installa immediatamente le telecamere, dispone controlli a tappeto della Polizia Locale e presidia le aree a rischio. Omettere questi passaggi basilari equivale a girarsi dall’altra parte e lasciare campo libero ai criminali».
Callegari esprime poi la massima vicinanza del partito a Raffaella Bottaro, la referente della colonia bersaglio dei macabri avvertimenti con le polveri tossiche e le carcasse degli animali: «Nessun volontario che si sostituisce alle carenze dello Stato deve essere lasciato solo di fronte a questa criminalità vigliacca. Esigiamo trasparenza totale sui risultati degli esami tossicologici, che ancora oggi rimangono un mistero, e chiediamo che la Prefettura attivi misure di tutela immediate e concrete».
Il Partito Animalista Italiano annuncia infine che seguirà la strada tracciata dall’esposto in Procura: «Siamo pronti ad agire nelle sedi opportune e a costituirci parte civile nell’eventuale processo contro gli autori di questa mattanza. Oltre alle responsabilità penali dirette, previste dall’articolo 544-bis per chi uccide con crudeltà, chiediamo alla Magistratura di fare luce su tutte le eventuali omissioni istituzionali. Chi aveva il dovere di intervenire per prevenire questa strage e non l’ha fatto, dovrà risponderne»




