Mafia, povertà, inquinamento e la nuova base militare: tutte le questioni cruciali evitate nella campagna elettorale dei due ex primi cittadini.


I due ex Sindaci di Messina impegnati “insieme” in questa fase elettorale si sono autodefiniti “due facce della stessa medaglia”, rivelando, così, quello che abbiamo sempre sostenuto da tempo. Un binomio divenuto inscindibile che si caratterizza per una loquacità continua in cui, però, non abbiamo riscontrato riferimenti ad una serie di aspetti e di problematiche che riguardano la realtà messinese. Mentre riteniamo che coloro che hanno svolto, anche se in periodi differenziati, il ruolo di “primo cittadino” abbiano il dovere di esprimersi anche su argomenti “spinosi” che non possono essere annoverati nel facile populismo o nel “libro delle promesse” a cui stiamo assistendo.
A partire dai report annuali della DIA e della DDA di Messina sulla presenza capillare nel territorio cittadino di “clan” della criminalità organizzata, e sulla nuova configurazione, non certo edificante, di Messina come punto di “snodo” e crocevia del traffico di stupefacenti.
Report recenti ripresi anche nelle dichiarazioni ufficiali del Procuratore Generale del Tribunale di Messina che in diverse occasioni ha denunciato la presenza della criminalità mafiosa negli appalti pubblici di varia tipologia, ed in maniera ancora più chiara ha parlato di una città invasa da fiumi di cocaina e di crack, due droghe pesanti che creano totale dipendenza e procurano danni irreversibili e talvolta letali.
Così come non abbiamo registrato interventi riguardo ai report fatti dalla Caritas o dalla Comunità di Sant’Egidio sull’ampliamento delle fasce di povertà nella popolazione messinese, e del disagio sociale che ne consegue, che viene affrontato in maniera compiuta solo dalle Associazioni e Realtà di volontariato. E nessun commento rispetto al report fatto da Save the Children riguardo al fenomeno sempre più crescente della dispersione ed elusione scolastica e del disagio giovanile che ne deriva soprattutto in quelle aree fragili in cui risulta il 50% di povertà relativa fra le famiglie che vi abitano.
E nel corso di questi anni non abbiamo mai visto interventi concreti sull’inquinamento ambientale ed acustico che riguarda varie zone della città, a causa dei TIR che continuano ad attraversarla percorrendo assi viari importanti, o a causa dei fumi tossici e nocivi provenienti dalle navi da crociera che attraccano in pieno centro città causando disagi e danni alla salute come riportato nella recente inchiesta della trasmissione “Report”.
Ed ancora non è dato sapere quali sono le opinioni dell’ex Sindaco e del suo “alter ego” riguardo all’hub bellico marittimo per navi armate da pattugliamento che si sta realizzando nell’area militare della zona falcata e che potrebbe fare diventare Messina un obiettivo sensibile. Una decisione “calata dall’alto” senza alcun coinvolgimento della cittadinanza, ma di cui il Sindaco della Città non poteva non sapere.
È evidente che tutto quello che stiamo evidenziando vada a stridere con la “narrazione fasulla da paese dei balocchi“, ma pensiamo che certe “verità scomode” non possono essere celate ed oscurate e che, in un passaggio così importante come le elezioni comunali, per potere esprimersi in maniera “responsabile” bisognerebbe avere contezza della realtà cittadina nella sua pluralità di sfaccettature e delle “luci e ombre” che la caratterizzano.
Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”.





