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Omicidio del fondatore di Mango: arrestato il figlio Jonathan Andic

- 19/05/2026

Isak Andic, patron del colosso dell’abbigliamento, morì nel 2024 precipitando dal monte Montserrat. I Mossos d’Esquadra indagano su contraddizioni, vecchi dissidi aziendali e un’eredità da 4,5 miliardi di euro.

Una caduta letale durante un’escursione sul monte Montserrat, archiviata in un primo momento come un tragico incidente, si trasforma ora in un caso di presunto parricidio. La polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, ha arrestato Jonathan Andic con l’accusa di aver ucciso il padre Isak, il celebre fondatore del marchio di moda Mango.

L’arresto e le indagini

L’operazione è scattata nelle prime ore del mattino presso l’abitazione di Jonathan, al culmine di mesi di speculazioni. Il sospettato è stato trasferito a Martorell (Barcellona) ed è attualmente a disposizione del giudice istruttore che raccoglierà la sua deposizione.

I dubbi degli inquirenti sulla reale dinamica dei fatti risalgono all’ottobre dello scorso anno. A far scattare l’allarme sono state le evidenti contraddizioni nelle due deposizioni rese da Jonathan in qualità di testimone. Tra gli elementi chiave al vaglio degli investigatori emergono: le tracce digitali e i sopralluoghi sospetti. La polizia ha sequestrato lo smartphone di Jonathan all’uscita di un punto vendita Mango. Il dispositivo è sotto analisi alla ricerca di messaggi o comunicazioni utili a delineare il movente del presunto crimine. È emerso che, pochi giorni prima della fatale escursione, il figlio maggiore si era recato esattamente sul luogo dell’incidente. Una mossa che la difesa ha giustificato come semplice “preparazione” alla passeggiata.

La tragedia sul massiccio

Il 14 dicembre 2024, Isak Andic, 71 anni, è precipitato nel vuoto per oltre cento metri lungo un impervio sentiero del Montserrat. Al momento della caduta, con l’imprenditore c’era solo il figlio maggiore. Quella che inizialmente sembrava una tragica fatalità di montagna ha progressivamente lasciato il posto a inquietanti sospetti, spingendo gli investigatori a scavare nei complessi rapporti familiari.

Il movente: frizioni aziendali e un patrimonio miliardario

Sullo sfondo delle indagini si stagliano due questioni centrali che avrebbero logorato irreparabilmente il rapporto tra padre e figlio: le tensioni per la leadership del gruppo e una colossale disputa ereditaria.

Il legame tra i due era profondamente segnato dalle vicende professionali. Nel 2014, Isak decise di cedere la guida di Mango a Jonathan. Una successione rivelatasi prematura, tanto da costringere il fondatore a tornare in prima linea appena un anno dopo per azzerare i vertici, formare una nuova squadra e rilanciare l’azienda. Secondo fonti vicine alle indagini, questo passaggio di consegne fallito incrinò in modo permanente la fiducia reciproca.

A peggiorare un quadro già teso è intervenuta la gestione del colossale patrimonio di famiglia. Isak Andic era considerato l’uomo più ricco della Catalogna, con un tesoro stimato dalla rivista Forbes in 4,5 miliardi di euro. Il testamento, firmato davanti a un notaio nel luglio 2023, stabiliva un’equa divisione tra i tre figli e includeva specifici lasciti per altre persone a lui vicine. Tuttavia, l’apertura delle disposizioni testamentarie ha innescato un’aspra battaglia legale: la compagna dell’imprenditore, giudicando insufficienti i 5 milioni di euro previsti per lei, ne ha pretesi inizialmente 70. Solo in seguito a estenuanti trattative, gli eredi e la donna hanno raggiunto un fragile accordo preliminare per una liquidazione di circa 30 milioni di euro.