Un’eredità letteraria monumentale e un messaggio di sorprendente, e a tratti inquietante, attualità.

Si è tenuta ieri, nell’Aula Magna dell’Università di Messina, la prima edizione del “Premio di Cultura Nino Ferraù”, un evento che ha riacceso i riflettori su una delle voci più potenti e anticipatrici del panorama letterario.
Organizzata dalla Sezione di Messina dell’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) sotto la guida della Presidente Avv. Francesca de Domenico, la manifestazione ha sancito la definitiva presa di coscienza della grandezza e dell’unicità di Ferraù. Lungi dall’essere un idilliaco e pacifico “poeta di montagna”, come una lettura superficiale ha talvolta suggerito, Ferraù è stato un lucido e feroce dissacratore. La sua penna ha scoperchiato i mali di una società e di una politica in disfacimento, consegnandoci versi che hanno abbondantemente precorso le crisi e le dinamiche che oggi osserviamo sugli scenari globali, e non solo entro i nostri confini.
Una statura intellettuale di altissimo profilo, insignita di numerosi premi letterari e di ben due lauree honoris causa conferitegli a Parigi, prima della sua prematura scomparsa avvenuta nel 1983, ad appena 61 anni.
Di lui ci resta una mole poetica poderosa: oltre 150mila versi. Se oggi questo immenso patrimonio è pienamente fruibile, raccolto in almeno 15 volumi, il merito è dell’impegno certosino e instancabile del fratello, Pippo Ferraù, scomparso di recente. Un’opera di recupero e catalogazione che ha riempito gli ultimi anni della vita di Pippo, guidato dall’urgenza di garantire la giusta memoria e il meritato riconoscimento al fratello Nino. Una missione fraterna confermata in tutta la sua profondità dalla presenza alla manifestazione della figlia di Pippo e nipote del Poeta Nino, Cetty Ferraù.

Il convegno ha offerto spunti di profonda analisi grazie ai contributi accademici dei relatori: la Prof.ssa Paola Radici Colace, la Prof.ssa Alessandra Tramontana e l’appassionato e analitico Prof. Giuseppe Rando che ha dato una lettura profonda e qualificata del Poeta. Ad arricchire il quadro umano e critico sono intervenuti anche la Prof.ssa Cettina Parafioriti Inferrera e il Prof. Giuseppe Ramires con le loro testimonianze. Presente in aula magna anche il professor Antonio Baglio, estimatore e studioso di Nino Ferraù e coautore di una raccolta di prose intime scritte dal Poeta.
Grande emozione ha suscitato il recital poetico, dove la forza prorompente dei testi di Ferraù ha preso vita attraverso la voce narrante dell’attore Gianni Di Giacomo, affiancato dalle intense letture affidate agli studenti delle scuole e scandito da suggestivi intermezzi musicali.

Rilevanti e toccanti le parole della Rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari che ha evocato il ritorno alla poesia come strumento alto affinché si riaffermino nei giovani i valori superiori del rispetto e dell’empatia.
Commosso l’intervento ed il ricordo di Pippo Ferraù consegnato alla platea dalla Professoressa Ersilia Caputo dirigente scolastica della Scuola Nino Ferraù di Messina, che ha letto una poesia manifesto della missione dell’insegnante.
A coronamento della mattinata, l’assegnazione di due prestigiosi riconoscimenti che legano la memoria del poeta alle massime istituzioni educative del territorio: i premi sono stati conferiti alla Rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, e al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Leon Zingales. Un segnale tangibile e contemporaneo di come la lezione, dura ma profondamente illuminante, di Nino Ferraù debba continuare a scuotere le coscienze e a formare le nuove generazioni.
















