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Alta tensione a Palazzo d’Orléans: FdI gela Schifani sul rimpasto

- 26/04/2026
schifani

Il governatore spinge per un riassetto immediato, ma i meloniani frenano: “Priorità alle urne”. Sullo sfondo la questione morale, il nodo delle dimissioni di Amata e il terremoto interno a Forza Italia.

La frenata è brusca e arriva nel momento più delicato per gli equilibri della maggioranza all’Assemblea Regionale Siciliana. Fratelli d’Italia alza il muro contro le tempistiche dettate dal presidente della Regione, Renato Schifani, per il rimpasto di giunta. La linea dei meloniani, dettata dal commissario regionale Luca Sbardella, è chiara: inconcepibile rimettere mano all’esecutivo proprio nei giorni cruciali in cui si chiudono liste e alleanze per le imminenti elezioni amministrative.

Il governatore siciliano aveva tentato l’accelerazione per anticipare il blocco delle nuove nomine previsto per il primo maggio, conseguenza della mancata approvazione del rendiconto. Un ostacolo tecnico che per FdI rappresenta però solo “un dettaglio” facilmente aggirabile, non sufficiente a giustificare la fretta.

La questione morale e il braccio di ferro sui fronti giudiziari

Dietro lo scontro sulle tempistiche si staglia l’ombra pesante delle inchieste. La posizione dell’assessora al Turismo in quota FdI, Elvira Amata, fresca di rinvio a giudizio, è il vero ago della bilancia. Sebbene Amata si sia detta pronta a un passo indietro “solo su richiesta del partito“, i vertici meloniani fanno scudo.

Sbardella sceglie la linea della prudenza mista a provocazione: nessuna dimissione immediata per “non creare problemi agli alleati“. Il messaggio in codice è rivolto direttamente alla Lega: se salta Amata, FdI pretenderà la testa di Luca Sammartino, anch’egli impigliato in vicende giudiziarie, invocando un “trattamento uniforme“. La strategia meloniana si deciderà ad Enna, in un vertice a porte chiuse – ormai cruciale – con i vertici nazionali Giovanni Donzelli e Arianna Meloni.

Lo spettro del voto anticipato

Il nervosismo dentro Fratelli d’Italia si estende fino allo scranno più alto di Sala d’Ercole. Una caduta di Amata innescherebbe un inevitabile effetto domino su Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, la cui posizione è però istituzionalmente blindata dall’elezione d’Aula.

Le conseguenze di un suo eventuale passo indietro spaventano l’intero arco parlamentare. I pontieri di Forza Italia lo ammettono a mezza bocca: nell’attuale clima politico, eleggere un nuovo presidente dell’Assemblea sarebbe una missione impossibile. Tradotto: far cadere Galvagno equivarrebbe a staccare la spina alla legislatura, materializzando l’ipotesi – seppur remota – di elezioni anticipate.

Il rebus delle nomine e la rivoluzione forzista

A Palazzo d’Orleans, Schifani ha l’urgenza politica di disinnescare la questione morale che sta appannando i traguardi economici rivendicati dalla giunta. Il governatore ha già assorbito gli interim dopo l’uscita degli assessori in quota Dc, Andrea Messina e Nuccia Albano (dimissioni caldeggiate dopo l’inchiesta che ha lambito Totò Cuffaro), e deve ora rimettere insieme i cocci.

A complicare il puzzle si aggiunge il terremoto tutto interno a Forza Italia. La nomina di Nino Minardo a commissario regionale al posto di Marcello Caruso – segretario particolare e fedelissimo di Schifani – cambia le carte in tavola. Resta da capire se il presidente, privato della gestione diretta del partito, cercherà il dialogo paziente con gli alleati o se, al contrario, rivendicherà la propria autonomia decisionale tirando dritto sui nomi.

Il taccuino del rimpasto, intanto, si riempie di ipotesi:

  • Sanità: Nicola D’Agostino (area Cardinale) è in pole position per sostituire Daniela Faraoni.
  • Quote rosa: L’ingresso di D’Agostino obbligherebbe Schifani a inserire due donne in giunta per rispettare gli equilibri di genere. I nomi caldi sono quelli di Valeria Caci (sponda Mpa) e un possibile ritorno di Nuccia Albano per la Dc.

Schifani attende la mossa di Amata, ma Fratelli d’Italia ha già bloccato il cronometro. Il rimpasto può attendere, le urne no.