Nota di Antonella Russo dopo la “visita” al cantiere deposito RFI di Contesse. Sulla questione a La Vardera aveva replicato il deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo

«Sulla vicenda del deposito RFI di Contesse–Villaggio UNRRA respingiamo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione politica proveniente dal dimissionario Basile e dal suo entourage. Parliamo di un tema serio, che riguarda la sicurezza, la salute e la qualità della vita dei cittadini, e che merita rispetto, verità e responsabilità».
Lo dichiara Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra, in riferimento alle polemiche sollevate dal partito Sud Chiama Nord in merito alla odierna visita presso l’area del deposito RFI di Contesse.
«È necessario chiarire – prosegue Russo – che il nostro impegno su questa vicenda non nasce oggi. Già nel febbraio 2025, in sede di Consiglio comunale, insieme ai consiglieri del Partito Democratico Felice Calabrò e Alessandro Russo abbiamo sollevato con forza le criticità alle quali erano sottoposti gli abitanti. Lo abbiamo fatto in Consiglio e così anche alle autorità competenti. In diverse sedute della Commissione ponte abbiamo anche chiesto di attenzionare i problemi di sicurezza e viabilità al Contesse–Villaggio UNRRA».
«In questa situazione, gli unici che strumentalizzano sono soltanto gli appartenenti al partito del dimissionario Basile, che in una simile situazione emergenziale ha pensato bene di lasciare la città per finalità elettorali», incalza la Russo.
Nel corso del Consiglio comunale del 24 e 25 febbraio 2025, era stata evidenziata la totale assenza di informazioni chiare da parte dei soggetti coinvolti – tra cui RFI e Italfer – in merito all’impatto del deposito dei detriti di scavo derivanti dal raddoppio ferroviario della Messina – Catania.
«A differenza dei sindaci della zona ionica che hanno tutelato il loro territorio, invece il dimissionario Basile ha concesso il suo benestare senza battersi per la tutela dei cittadini della zona sud», aggiunge la Russo.
Una situazione che, dopo la questione del ponte sullo Stretto e della lieson politica con Salvini, Ciucci, Salini e Lo Bosco, mette in evidenza ancora una volta l’impotenza della rappresentanza politica locale di fronte alle grandi società e una preoccupante inversione del rapporto tra opera pubblica e comunità. Dimostrando, in maniera plastica, tutto il disinteresse dell’ex amministrazione per la zona a sud della città.
«Abbiamo sempre sostenuto – sottolinea Russo – l’importanza strategica del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri. Ma un’opera pubblica non può e non deve essere realizzata a scapito delle comunità locali. Il metodo adottato deve garantire equilibrio, trasparenza e tutela dei cittadini. Questo equilibrio, ad oggi, non è stato assicurato. Altrimenti i dati dei rilievi sarebbero stati resi pubblici. Invece il dimissionario Basile, nell’ottobre del 2025, ha preso in giro i messinesi chinando la testa di fronte alle promesse vane di WeBuild».
«RFI e WeBuild promettono la dismissione del deposito entro gennaio, come dichiara a gran voce proprio Sud chiama Nord. Ma quando avrebbe dovuto intervenire sul tema, il dimissionario Basile ha preferito scappare dal confronto e abbandonare i cittadini a sé stessi».
E il punto non è soltanto quello ambientale. Perché appena due giorni dopo quell’ennesima passerella politica promossa sempre in ottica ponte sullo Stretto per gli ottimi uffici raggiunti con RFI, si è registrato il primo morto sulla Statale 114. Un ciclista di 56 anni è finito sotto un mezzo pesante impegnato proprio nel trasporto dei materiali da scavo per i cantieri del raddoppio ferroviario nei pressi dello svincolo di San Filippo.
«Tra le proposte avanzate già oltre un anno fa, vi è quella della realizzazione di una nuova viabilità in entrata e uscita dal Villaggio UNRRA, con particolare attenzione per il progetto che prevede la copertura del tratto del torrente San Filippo sotto la SS114 e il collegamento con la viabilità esistente, creando una nuova arteria fondamentale per l’area», aggiunge la candidata sindaca del centrosinistra.
La Russo richiama inoltre la necessità di un’azione amministrativa più incisiva: «Un sindaco non può limitarsi a interlocuzioni formali o a scambi epistolari. Deve pretendere risposte, attivare tutti gli strumenti disponibili e, se necessario, adottare provvedimenti a tutela della salute pubblica, anche temporanei, fino a quando non vi siano certezze. Il dimissionario Basile è invece scappato».
«Curioso, tra l’altro, il ruolo di Salvo Puccio, guarda caso ancora una volta di Sud chiama Nord. Impegnato come geologo nella doppia veste di componente dell’osservatorio ambientale del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo e, all’epoca, di direttore generale del Comune di Messina. Uno dei tanti casi italiani nei quali il controllato, in realtà, controlla il controllore».
«Chi oggi tenta di cavalcare politicamente questa vicenda – conclude Russo – dimentica che esistono atti, documenti e prese di posizione chiare che dimostrano un lavoro serio e coerente portato avanti nel tempo. Noi non inseguiamo le polemiche: lavoriamo per soluzioni concrete, a differenza di chi pensa soltanto alla campagna elettorale. Il Villaggio UNRRA e l’intera area di Contesse meritano rispetto, sicurezza e interventi immediati, non la solita propaganda di Sud chiama Nord».
A La Vardera aveva replicato il deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo:

Deposito di terre contaminate, Pippo Lombardo: “C’è chi si sveglia dopo due anni solo perché oggi siamo in campagna elettorale”
MESSINA. “Sulla vicenda del deposito delle terre contaminate da arsenico c’è chi oggi prova a costruire indignazione last minute, dimenticando però un dato essenziale: se in quell’area il materiale contaminato non c’è più, è perché il sottoscritto, il 22 ottobre 2024, ha presentato un esposto che ha portato al sequestro delle aree interessate”.
Lo dichiara Pippo Lombardo, intervenendo sulle recenti prese di posizione della consigliera comunale Antonella Russo e del deputato Ismaele La Vardera.
“Fa sinceramente sorridere, se non fosse una vicenda delicata, assistere al risveglio improvviso di chi arriva oggi su una questione che seguo da oltre due anni. La salute dei cittadini non si tutela a intermittenza e non si difende solo quando conviene elettoralmente. Si tutela sempre, con atti concreti, con esposti formali e con il lavoro serio di chi queste vicende le approfondisce per tempo”.
“Alla consigliera Russo va ricordato che il trasferimento del materiale a Contesse proveniva da Nizza di Sicilia. E se quel materiale è arrivato fin lì, forse qualche riflessione andrebbe fatta anche all’interno del suo partito, che su questa vicenda è rimasto in silenzio troppo a lungo. Non sono stati esponenti del Pd né improvvisati paladini dell’ultima ora a denunciare quanto stava accadendo, ma l’onorevole Giuseppe Lombardo, con un’azione puntuale che ha acceso i riflettori sulla questione”.
Lombardo entra poi nel merito delle dichiarazioni del deputato La Vardera.
“Prima di improvvisare blitz mediatici bisognerebbe almeno conoscere la differenza tra un’area pubblica e un’area di cantiere. Per accedere in un’area di cantiere non basta esibire il proprio ruolo istituzionale, ma occorre rispettare precise prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nessuno mette in discussione il diritto-dovere di un deputato di esercitare il proprio mandato, ma farlo bene significa studiare le carte, conoscere i fatti e arrivare preparati, non precipitarsi su una vicenda vecchia di due anni solo perché oggi siamo in campagna elettorale”.
“Occorre inoltre chiarire, una volta per tutte, che RFI è il soggetto committente dell’opera, mentre la gestione del cantiere fa capo al consorzio impegnato nel raddoppio ferroviario, con Webuild e Pizzarotti. Le analisi sono state effettuate sia dalla ditta appaltatrice sia da Arpa. Successivamente, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’area è stata sequestrata e liberata dal materiale contenente arsenico. Anche questo passaggio va detto con onestà: se si è arrivati a questo risultato, è stato grazie all’esposto presentato dal sottoscritto”.
Infine, Lombardo evidenzia come sulla vicenda si stiano diffondendo ricostruzioni approssimative e tecnicamente errate.
“Chi oggi parla dimostra persino di non distinguere le collinette e la vegetazione già presenti a ridosso del cantiere dai cumuli derivanti dalle lavorazioni di scavo delle gallerie. Si confonde il materiale di riporto con ciò che faceva già parte del contesto dell’area prima della sua sistemazione a cantiere. Ed è proprio questa superficialità che rende ancora più grave l’atteggiamento di chi affronta con negligenza un tema tanto delicato”.
“Per la prossima volta, prima di organizzare passerelle o blitz improvvisati, consiglio a chi oggi scopre la vicenda di confrontarsi con chi la segue da tempo. Su temi come il raddoppio ferroviario, la tutela dell’ambiente e la salute pubblica servono competenza, serietà e continuità. Il resto è propaganda”.



