
Il processo “Movie Direction”, nato per far luce su un presunto sistema di gare pilotate nel Messinese, entra nella sua fase decisiva. Ieri, davanti ai giudici del Tribunale di Patti, il pubblico ministero Andrea Apollonio ha formulato le richieste di condanna per i quattro imputati, tutti accusati in concorso di turbativa di pubblici incanti. Al centro del dibattimento c’è l’affidamento dei servizi tecnici per i lavori di mitigazione del rischio erosione e il ripascimento delle scogliere a Falcone, procedure che sarebbero state inquinate da illeciti fino al 2021.
Il ruolo di Massimo Brocato e l’asse con Taormina
Tra i nomi che spiccano nella requisitoria del pm c’è quello di Massimo Brocato, 63 anni, per il quale l’accusa ha invocato tre anni e sei mesi di reclusione. La figura dell’ingegnere assume una rilevanza particolare non solo per le vicende processuali, ma per il suo peso politico-amministrativo nell’attuale scacchiere ionico. Brocato è infatti uno dei collaboratori più stretti e influenti di Cateno De Luca, sindaco di Taormina. Nominato esperto del primo cittadino, lo scorso anno è stato anche designato presidente dell’Azienda Speciale Patrimonio Taormina. Il suo legame fiduciario con De Luca è tale che, durante un ricovero ospedaliero del sindaco la scorsa primavera, è stato proprio Brocato a prendere di fatto le redini temporanee dell’amministrazione a Palazzo dei Giurati.
All’epoca dei fatti contestati a Falcone, l’ingegnere figurava però in un’altra veste: legale rappresentante, amministratore e direttore tecnico della “Artec Associati srl” con sede proprio a Taormina. Secondo la Procura, la società si sarebbe aggiudicata gli incarichi di progettazione grazie a procedure di gara “truccate”. A seguito delle indagini, scattate a maggio 2021, la Struttura commissariale regionale per il dissesto idrogeologico aveva già revocato a Brocato (difeso dall’avvocato Alberto Gullino) gli incarichi ottenuti per il litorale di Falcone e per quello di Spinesante.
Il “regista” delle gare e gli altri imputati

L’impianto accusatorio, frutto delle indagini dei Carabinieri, individua tuttavia il “regista” delle operazioni illecite nella stessa stazione appaltante: l’ingegnere Carmelo Paratore, 70 anni, esponente di Forza Italia e sindaco di Falcone. Per lui il magistrato ha chiesto la pena più severa, quattro anni di reclusione. All’epoca dei fatti, Paratore si era autonominato Responsabile dell’Area economica e finanziaria del Comune, ruolo che inglobava strategicamente anche l’ufficio tecnico. Oltre alla turbativa d’asta, l’ex primo cittadino deve rispondere di omissione di atti d’ufficio, reato che sarebbe stato commesso fino al giorno in cui gli fu imposto il divieto di dimora (poi revocato in seguito alle dimissioni).
Le richieste dell’accusa non risparmiano il resto della filiera amministrativa e tecnica. Tre anni di reclusione sono stati chiesti per Marisa Minghetti (59 anni), ex responsabile dell’area economica e finanziaria del Comune di Falcone. Infine, tre anni e sei mesi è la pena invocata per il geologo Calogero Maria Salvatore Scurria (57 anni): secondo i pm, avrebbe ottenuto con i medesimi artifici procedurali attribuiti a Brocato uno dei servizi di indagine geognostica per le opere di ripascimento costiero. La parola passa ora alle difese, in attesa di una sentenza che dovrà chiarire in via definitiva la regolarità della gestione dei fondi per la tutela della costa tirrenica.




