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Febbraio

Messina, l’omaggio dell’Ordine degli Avvocati a Stefania Gambadoro : l’avvocata uccisa dal silenzio del compagno

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La lettera della senatrice Musolino al il presidente dell’Ordine Vermiglio che ricorda la professionista vittima del partner che le nascose la malattia fino alla fine. In aula il figlio Giuseppe e la sorella Silvia, decisiva per la condanna definitiva.

MESSINA — Non è stato il solito rito scandito solo da relazioni e statistiche. L’inaugurazione dell’anno giudiziario a Messina si è trasformata, per qualche minuto, in un atto di necessaria celebrazione morale. Al centro dell’aula, evocata dalle parole del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Paolo Vermiglio, c’era la memoria di Stefania Gambadoro.

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Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Avvocato Paolo Vermiglio

Una storia dolorosa che la città conosce bene e che la senatrice Dafne Musolino ha voluto riportare al centro dell’attenzione affinché non finisca nell’oblio della burocrazia forense. È stata lei a sollecitare l’Ordine per un ricordo formale della professionista scomparsa nel 2017. Stefania Gambadoro è stata vittima di un femminicidio atipico e crudele, perpetrato senza armi se non quella della menzogna. Il suo compagno condannato in via definitiva per omicidio volontario in tutti e tre i gradi di giudizio, le aveva trasmesso l’HIV tacendo fino all’ultimo la propria sieropositività. Un silenzio che le ha negato le cure, mentre l’uomo assisteva «indifferente», come ha sottolineato la senatrice Musolino, al suo progressivo spegnersi.

Il tributo a Palazzo Piacentini per la collega uccisa dal «silenzio» del compagno. L’abbraccio dei legali al figlio e alla sorella che ha ricostruito la verità processuale dopo anni di battaglie.

Musolino

Il Presidente Vermiglio ha raccolto l’invito, trasformando la cerimonia in un abbraccio concreto alla famiglia. Davanti alla platea di toghe ha reso onore alla «lunga e coraggiosa battaglia» di Silvia Gambadoro, sorella della vittima e anch’essa avvocato, che con tenacia ha ricostruito i fatti permettendo alla giustizia di fare il suo corso.

In aula, testimone di questo tributo, c’era anche Giuseppe, il figlio di Stefania. A lui è andato l’impegno solenne dell’avvocatura messinese, ribadito anche dal presidente della Camera Civile Daniele Arrigo: garantire che il nome della madre resti vivo nel tempo, oltre le sentenze, come monito contro quello che è stato definito il più subdolo dei crimini.

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Silvia e Stefania Gambadoro
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