Perché non si è messo mano ai fondi stanziati per il sostegno PMI Card che ammontavano a 15 milioni di euro di soldi “veri” e già disponibili? Perché non sono stati messi a disposizione delle aziende in difficoltà? E, soprattutto, che fine hanno fatto questi soldi?… Presto la risposta.
Comunicazione schizofrenica che oggi a Messina, sembra finalmente, anche se tardivamente, rinsavire. Il riferimento è alla solita narrazione del “tuttapposto” che oggi si è sciolta come neve al sole d’agosto durante la conferenza stampa tenutasi nel salone delle bandiere a Palazzo Zanca, durante la quale Basile & Co. hanno dovuto ammettere, senza fronzoli e solo qualche traccia di “autocongratulazioni”, che la crisi c’è eccome e non sarà facile superarla. Il numero delle aziende chiuse, quelle in difficoltà, il costo degli affitti ed il regime fiscale, unitamente al fatto che i cittadini, per colpa dell’inflazione, spendono di più ma ricevendo meno, sono un termometro chiarissimo di come stanno le cose. Ma il dramma è che sono così da tempo e che le grida di allarme del commercio, vessato anche da una viabilità incomprensibile e dannosa, non sono state ricevute dagli assessori al ramo. Tanto che la scorsa settimana l’Amministrazione aveva indetto una “colletta” per salvare l’ACR Messina, chiedendo proprio alle aziende messinesi in crisi di partecipare? Ma chi salverà le imprese?
LA MISURA DEGLI INTERVENTI
Dopo “la crisi a Messina non esiste”, con tanto di show con dati assecondati alla logica del “tuttapposto”, fino alle accuse di manifesta incapacità ai commercianti, oggi Basile, Finocchiaro e Cicala presentano un piano di interventi in 4 anni che di soldi ne conterrebbe 25 milioni, tutti costituiti da gratuità. Ovvero da pagamenti di cui saranno sollevati i cittadini, per i parcheggi, e di acqua e Tari le imprese per i prossimi 4 anni. Quindi si tratta di 25 milioni di incassi in meno per il Comune in quattro anni.
Riduzione della tassa rifiuti (TARI) del 15% per le categorie commercio e turismo a partire dal 2026.
Parcheggi di interscambio gratuiti fino al 2028 per favorire l’accessibilità ai centri commerciali e alle zone turistiche.
Riduzione del 50% del suolo pubblico e dei canoni mercatali fino al 2028.
Azzeramento del costo del servizio idrico per attività commerciali e ricettive a partire dal 2026.
LA COPERTURA DEGLI INTERVENTI

Ma come coprirà il Comune queste misure di sgravio? Li preleverà dal PN Plus misura 21/27, ma anche e soprattutto da “fondi di bilancio”, che per una città ancora sorvegliata speciale della Corte dei Conti per il Piano di riequilibrio in essere, è una sfida rilevante. Una “mission impossible” che si basa sul fatto, come ha dichiarato Basile sul fatto che dal 2026 il Comune non dovrà più accantonare 12 milioni di euro l’anno per sostenere il Piano di Riequilibrio.
I FONDI CHE ERANO GIA’ DISPONIBILI PER LE PMI
Ma c’è da porsi una domanda: perché non si è agito prima? Perché non si è messo mano ai fondi stanziati per il sostegno PMI Card che ammontavano a 15 milioni di euro di soldi “veri” e già disponibili? Perché non sono stati messi a disposizione delle aziende in difficoltà? E, soprattutto, che fine hanno fatto questi soldi?… Presto la risposta.
Riflessione: come oggi.. quanta altra “neve” vedremo sciogliersi sotto il sole della cruda realtà?




