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Asili Nido, Messina un “fallimento”. CGIL “Fondi impiegati in parte e lavori mai ultimati. Le promesse non mantenute. Messina al 3.35% di target rispetto al richiesto 33%”

- 11/07/2024

La Cgil Messina, nel ribadire l’importanza di un servizio per l’infanzia e le famiglie e avendo evidenziato una situazione ancora critica lontana dagli standard per garantire i livelli di prestazione, fa ancora il punto sugli asili nella città.

L’assessora Calafiore, fa presente la Cgil Messina,  dichiara che in cantiere ci sono 240 posti negli asili nido comunali divisi in sei strutture da realizzare con i fondi del PNRR. Lo scorso ottobre, il sindaco Basile annunciava l’ultimazione dei lavori dell’asilo “Capitan Traina” a Bordonaro a gennaio 2024, la fine dei lavori dell’asilo di Via Brasile a dicembre 2023, la fine dei lavori dell’asilo di Granatari a novembre 2023, così come quello del CEP a novembre 2023.

“Tutte scadenze rinviate a data da destinarsi”, osservano il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, e la segretaria confederale con delega al welfare Stefania Radici.

I 240 posti per sei strutture (Pistunina, Torrente Trapani, Valle degli Angeli, Rodia, Ganzirri e CEP) – segnala la Cgil Messina – valgono circa 5 milioni di euro del PNRR, che si aggiungono alle importanti cifre riconosciute al Comune di Messina da quando nel 2021 è stato fissato, come Livello essenziale delle Prestazioni, il target del 33% dei bambini dai 0 ai 36 mesi cui garantire un posto negli asili nido. Messina nel 2021 era al 3,15% e nel 2023 era al 3,35% ma non perché è aumentato il numero di posti negli asili nido (rimasti a 148), bensì perché è diminuita la popolazione di riferimento (da 4701 bambini a 4414 bambini). Percentuale, quindi, ancora molto distante dal 33%.

il Piano Sviluppo e coesione 2014-2020, conclusosi a dicembre 2023 aveva assegnato al Comune di Messina un totale di 3 milioni di euro per 75 posti divisi in 3 asili (Via Brasile, Sperone Serri, Bordonaro), di cui risultano spesi meno circa 83.000 euro ed impegnati circa 1 milione e 53 mila euro.

Al fine di colmare il gap – prosegue la Cgil Messina – nel 2022, nel 2023 e nel 2024 il Comune ha ricevuto un totale di 4.885.327,73 euro a valere sul Fondo nazionale di Solidarietà comunale; il Piano Sviluppo e coesione 2014-2020, conclusosi a dicembre 2023 aveva assegnato al Comune di Messina un totale di 3 milioni di euro per 75 posti divisi in 3 asili (Via Brasile, Sperone Serri, Bordonaro), di cui risultano spesi meno circa 83.000 euro ed impegnati circa 1 milione e 53 mila euro. Con il FESR 2014-2020, anch’esso conclusosi a dicembre 2023 sono stati stanziati 2 milioni di euro per 74 posti in 4 asili (Villaggio Matteotti, CEP, Granatari, Briga). Inoltre, il PNRR aveva già finanziato un ulteriore asilo a Rione Taormina per 27 posti con un totale di 856 mila euro.

La Cgil Messina sottolinea, come, finora, nessun investimento abbia prodotto un risultato concreto.

Erano e rimangono 5 gli asili nido comunali: Suor Maria Giannetto a Camaro; Angolo del Cucciolo a Fondo Basile; San Licandro; Lupetto Vittorio alla Caserma Zuccarello; Palazzo Zanca.

Il Comune non sprechi l’opportunità dei fondi a disposizione, è stato questo l’appello lanciato più volte dalla Cgil Messina che ribadisce come servizi e strutture per l’infanzia e misure di conciliazione e condivisione, associate altresì ad investimenti strategici, pubblici e privati, tesi a rilanciare l’occupazione, sono essenziali per determinare le condizioni di uno sviluppo sostenibile ed inclusivo del territorio e arrestare l’inverno demografico. Ottenere risorse è importante – conclude la Cgil Messina – ma è ancora più importante saperle utilizzare nei tempi giusti per compiere quei passi in avanti necessari a rendere la città più a misura di bambini e famiglie.

“Nell’ottica di una città più inclusiva – aggiungono il segretario generale Patti e la segretaria Cgil Messina, Radici – il Comune dovrebbe fare rete con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali per sostenere misure e strumenti di welfare che favoriscano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nonché la condivisione degli oneri di cura”.