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Lavoratori pagati 1,85 euro l’ora, 4 arresti in Sicilia

- 10/02/2023

Assumevano lavoratori attraverso una società di intermediazione e li sfruttavano e sottopagavano, impiegandoli anche in mansioni diverse da quelle previste dal contratto di operatore del commercio, retribuendoli, secondo le indagini, 1,85 euro l’ora, per un ammontare che non superava 500 euro al mese.

L’attività investigativa della Squadra mobile di Trapani, con il supporto dei colleghi di Caltanissetta, ha portato a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di quattro persone, i titolari dell’azienda (due fratelli di Caltanissetta) e due loro dipendenti.

Sono accusati, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; è stata inoltre disposta la misura cautelare reale del controllo giudiziario dell’azienda con la nomina di un amministratore per la gestione. L’indagine è stata avviata nell’inverno scorso nei confronti di una società con sede a Mussomeli (Cl) che allestiva un nuovo punto vendita a Trapani, inaugurato nella primavera scorsa. L’azienda di intermediazione faceva sottoscrivere ai dipendenti contratti di lavoro part-time, che prevedevano 24 ore settimanali articolate su 6 giorni, per poi impiegarli a tempo pieno e ben oltre lo stesso orario ordinario previsto anche per contratti full-time.
    I dipendenti erano in sostanza costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio per 10/11 ore giornaliere, per una retribuzione di circa 500 euro mensili (pari a 1,85 euro per ora lavorativa) senza vedere assicurato, in molti casi, neanche il riposo settimanale.
    I lavoratori venivano impiegati per mansioni assai diverse rispetto a quelle previste dal contratto del settore commercio: carpentieri, manovali, imbianchini, addetti alle pulizie e financo in servizi di guardiania notturna.
    Analoghi episodi erano stati in precedenza commessi durante le fasi di apertura di un punto vendita a Castelvetrano, nel 2018. Le indagini sono state supportate da attività ispettive e accertamenti tecnici del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) dei carabinieri di Trapan, che proseguono gli accertamenti, insieme all’Inps per quantificare l’entità complessiva delle violazioni e dei versamenti omessi.