
Rosario Basile, ex patron della società di vigilanza KSM, è stato condannato a tre anni di reclusione, al termine del processo di primo grado, per l’accusa di calunnia, tentata violenza e stalking nei confronti di una sua ex dipendente. I fatti contestati a Basile e per i quali è stato condannato derivano da una relazione tra l’ex patron di KSM ed una dipendente all’epoca dei fatti. Dalla relazione è nato un figlio. Basile avrebbe fatto di tutto per evitare che si sapesse che il figlio della donna era il suo. Avrebbe così minacciato la donna e cercato di screditarla nonostante l’analisi del DNA rivelava una compatibilità del 99.9% con l’imprenditore. Basile è stato difeso dall’avvocato Sergio Monaco che ha annunciato ricorso in appello.
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